Milano: in piazza animali veri e morti (foto e video)
Le foto degli allevamenti lombardi e i cadaverini raccolti dagli attivisti di Nemesi Animale.
GEAPRESS – In piazza quello che nessun allevatore vorrebbe mai mostrato. Come abbiano fatto ad entrare negli allevamenti, lo sanno solo loro. Di certo, però, gli attivisti di Nemesi Animale, domenica scorsa in piazza San Babila a Milano hanno portato uno spaccato agghiacciante degli allevamenti intensivi. Portato in piazza dal vivo, o forse sarebbe meglio dire da “morto”, visto che nelle loro mani tenevano galline, maialini e conigli raccolti già cadaveri negli allevamenti delle province di Lodi, Milano, Monza Brianza. Un lavoro incredibile e dall’impatto certamente molto diretto.
Per un’alimentazione senza violenza, vegana, rispettosa della vita. E comunque, prima di mangiare, guarda cosa c’è nel piatto, dicevano ai passanti. Un banchetto informativo d’ausilio, con libri ed altro materiale. Poi le foto giganti di quanto documentato negli allevamenti. I corpicini dei poveri animali.
Alcune persone, soprese per la singolare manifestazione, rimanevano perplesse. Quasi a non credere che tra le mani degli attivisti, vi fossero animali veri e, purtroppo, morti. Lo stress, le condizioni di sovraffollamento (fino ad undici galline per gabbia), lo schiacciamento dei neonati maialini causato dal corpo delle loro madri impossibilitate finanche a girare su sé stesse. Lo sguardo di infinita tristessa di una scofa. Le avevano appena portato via i maialini che diventeranno, tra non molto, prosciutti, cotechini, costolette. A breve, le scrofe, saranno nuovamente inseminate artificialmente per riprendere, al chiuso di un barattolo di sbarre e metallo grande quanto loro stesse, la produzione di nuovi …prosciutti.
I cadaverini, dicono gli attivisti di Nemesi Animale, non venivano neanche allontanati dalle gabbie. Erano sistemati nei tetti delle stesse in attesa di essere poi rimossi. Un mondo da incubo, fatto di luce artificiale, animali ammassati e tanta tristezza.
Una presa di coscienza necessaria, dicono a conclusione i manifestanti. Un dolore da mostrare perchè in fin dei conti a causarlo è proprio il passante distratto, forse meenfreghista, sicuramente aiutato nel suo disinteresse da un mondo che ha la testa altrove. Non ai “veri” problemi, come qualcuno vorrebbe per convenienza far credere, ma fuori dai problemi.
E poi?
Questa iniziativa è solo la prima di una serie – dicono a Nemesi Animale – Ne verranno organizzate altre per promuovere la scelta vegana e mostrare agli occhi di tutti cosa si cela dietro agli allevamenti e ai macelli.
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
VEDI FOTOGALLERY:
VEDI PRIMO VIDEO:
VEDI SECONDO VIDEO:









Ora chi mangia la carne cosa s’inventerà,per giustificare il fatto di essere parte di questo scempio?
GRAZIE DI ESISTERE CARI AMICI!
Ma come si fa a rimanere indifferenti davanti a quei corpicini esanimi? Io davvero non ho parole…
…grazie…
…ma come riescono ad ignorare tutto ciò??giuro….che non capisco….
le modalità con cui uccidiamo milioni di animali dovrebbero far riflettere di più ma sappiamo benissimo che la maggior parte della gente preferisce non sapere o far finta di non sapere…penso sempre che il mondo come ha detto qualche filosofo sia sulla soglia del baratro e la natura ce lo dimostra tutti i giorni…dobbiamo fermarci e riflettere, penso che solo i giovani possano cambiare il mondo, io partirei dalle scuole, dobbiamo far capire, rendere partecipi tutti sui misfatti che l’uomo compie tutti i giorni soprattutto per quelle specie in via d’estinzione…
Siete persone MAGNIFICHE!!!!!!!!!!!!!Grazie
Il vero problema è l’abbondanza; da troppo tempo l’offerta supera di gran lunga la domanda; gli allevatori si fanno la guerra fra loro per piazzare i propri prodotti…vale per carne, pesce, latte, frutta e verdura. E chi ne paga le conseguenze sono sempre e solo queste povere bestiole (e se vogliamo anche noi che consumiamo cibi di scarsissima qualità). Sarebbe bello tornare alle origini, uccidere solo per necessità, nutrirsi di tutte le parti dell’animale senza sprecare nulla, ringraziarla per il grande dono che ci ha fatto. Io sono onnivero ma oggi consumatore oculato, ricerco prodotti su filiera corta, carne allevata nel rispetto delle leggi ma soprattutto dell’animale stesso. Se ci fosse un equilibrio generale, o una “capacità” collettiva di scelta, come in tutte le cose, forse non si arriverebbe a questi scempi…la gente è pigra, non si ferma a leggere le etichette, ignora il contenuto di ciò che stà consumando, alimenta il mercato dell’abbondanza a discapito di quello della qualità. La qualità si paga di più, ma senz’altro rispetta di più tutti: noi, gli animali e il mondo in cui viviamo.
MICHELE..scusa ma non ha senso quello che dici!carne allevata nel rispetto dell’animale stesso?!forse è l’animale che decide di morire?ma per favore!!sul consumo consapevole ti dò ragione, ma solo per quello che riguarda verdura e frutta!ma quando c’è di mezzo un essere vivente, una vita..lì non ci son compromessi, non c’è il “consapevole”, non c’è il biologicoperchènonsoffre..un assassino, che uccida due persone o venti rimane comunque un assassino!non gabbie più grandi, ma gabbie vuote!!
Bla,
spunto correttissimo, ma il tuo probabilmente è un pensiero da Vegana…devi considerare che l’uomo nasce cacciatore. Oggi non si caccia per vivere ma si alleva!! Da qui possiamo discuisire su qualsiasi principio e io non opinerei nulla di quello che dici. Ma noi dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti…l’uomo è onnivoro, quindi anche carnivoro. Magari ci fosse una cultura alimentare differente, ma così non è e purtroppo non potrà mai essere. Quindi io insisto nel dire che quantomeno (sottolineo quantomeno), si potrebbe arrivare ad un consumo consapevole anche di carne!! Io nel mio piccolo ho ridotto negli ultimi tempi al minimo il nostro fabbisogno di carne. Di più non mi sento di voler fare, almeno per ora, ma almeno in una direzione diversa mi sono mosso. Poi possiamo utilizzare sempre le solite retoriche sulla sofferenza e la crudeltà a cui sono sottoposte queste povere bestiole. E’ tutto verissimo, è uno schifo infernale. Questa situazione intristisce moltissimo anche me, ma la realtà che vedo io e che non si può vivere a senso unico, bisogna accettare o promuovere dei compromessi per trovarsi quantomeno a metà strada.
Michele, l’uomo non nasce cacciatore. Lo diventa per comodità. L’uomo non è carnivoro. Lodiventa per comodità.
Culture alimentari differenti ne esistono eccome. Si tratta solo di avere il coraggio di fare una scelta personale e non indotta.
Ciao Alberto,
hai ragione l’uomo non nasce carnivoro, lo diventa per comodità…è un fatto storico che crea una “tradizione” a cui noi (non tutti) ci siamo attaccati. Tu sostieni che culture alimentari differenti esistono, hai ragione anche su questo punto. Quello che io dico è che la massa putroppo si muove in un altra direzione. Non è sufficiente dire “è sbagliato, non si fa, è una crudeltà”; resettare il sistema è impossibile. Facciamo i conti con quello che abbiamo e cerchiamo di dare un freno al sistema sensibilizzando la collettività. Per me sensibilizzare non vuol dire negare un diritto, ma vuol dire educare a tutto ciò che è alternativo per arrivare alla famosa scelta personale. Io intendevo più o meno ciò dall’inizio, ma è ovvio che se ti confronti con chi vorrebbe le gabbie vuote come “conditio sine qua non” è una conversazione che non ha senso intraprendere, non si crea neanche un dibattito!!!
Un modo rispettoso di mangiare carne esiste e uno degli esempi è proprio la macellazione ebraica tanto additata come crudele, per carità ormai c’è il mc donald kosher o il foie grais kosher e una minima della carne ebraica è realmente tale.
Io sono vegano ma non comprendo tutti questi attacchi verso la tradizione di ebrei, musulmani e alcuni cristiani ortodossi che prevede morte senza stordimento e dissanguamento per non contaminarsi con l’anima dell’animale (che è contenuta nel sangue, insomma non era solo una norma igienica come ci fanno credere oggi) oltre a un consumo di carne e pesce piuttosto saltuario e ad un trattamento dell’animale che rende incompatibili le prescrizioni religiose con una produzione industriale di carne che sia anche sòlo paragonabile a quella consumata nei paesi industrializzati. Il massacro di massa svolto in quest’epoca non si è mai verificato neanche nelle culture più carnivore e crudeli con gli animali e abbandonare (o almeno ridurre al minimo) la carne è una buona scelta etica ed ecologica ma non posso non riconoscere che ci sono modi per non far soffrire gli animali (allevarli mirando realmente del loro benessere, lavare la stanza dell’uccisione per non spaventarli con l’odore del sangue, ucciderli in età avanzata…).
l’uomo comunque è stato creato vegetariano e tale ritornerà prima o poi nutrendosi solo di vegetali (forse anche solo di frutti)
le tradizioni religiose sono solo scuse per giustificare le azioni altrimenti ingiustificabili.Michele.la bibbia descrive gli animali come creature nate per essere usate dall’uomo.certe scritture sono solo crudeli.l’uomo si nasconde dietro a Dio per arrogarsi il potere di prevaricare su tutto,quando gli fa comodo.non prendiamoci in giro avanti.e gli altri sono pecore.senza offesa alle pecore
la manifestazione è unica cmq.mi sento di ringraziarvi perchè ci siete
Michele onestamente credo che oggi il metodo kosher sia ‘rispettoso’ solo sulla carta… all’atto pratico dubito fortemente che sia così. Digita su google “kosher peta video” e apri il secondo link (ATTENZIONE IMMAGINI MOLTO FORTI).
Dio mio quanto è cattivo e crudele l uomo !