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GEAPRESS – Mangiare carne inquina di più. Questo, in sintesi, quanto si desume da uno studio della Oxford University, pubblicato nel mese di giugno dalla rivista scientifica CLIMATIC CHANGE.

In particolare, dagli studi di sette ricercatori che hanno firmato l’articolo, è risultato come un mangiatore medio di carne, incide sul riscaldamento globale quasi il doppio di un vegetariano e quasi tre volte di più rispetto alla dieta vegana, priva cioè di derivati animali.

Lo studio ha preso un esame 60.000 cittadini del Regno Unito considerati per diversa tipologia di dieta, ivi compresi forti e bassi mangiatori di carne.

Lo studio ha così rivelato come dimezzando l’alimentazione carnea si contribuisce a tagliare del 35% la cosiddetta “impronta di carbonio”, ovvero l’emissione di gas in grado di provocare un’alterazione climatica. La riduzione sarebbe però del 60% nel caso di una dieta vegana.

Una variazione drastica ed evidentemente preoccupante tanto che gli stessi autori hanno ritenuto di dover suggerire ai Governi di prendere in considerazione la ridefinizione della stessa “dieta sostenibile”. In sintesi, riporta sempre lo studio della Oxford University, una “dieta sostenibile sana”  dovrebbe considerare la riduzione del consumo dei prodotti di origine animale.

A questo proposito viene rilevato come gli allevamenti sono responsabili del 15 per cento delle emissioni globali di carbonio.

Secondo i ricercatori della Oxford University, il lavoro ora pubblicato dimostrerebbe come “la riduzione del consumo di carne e di altri prodotti di origine animale può dare un prezioso  contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Altri lavori – precisano sempre i ricercatori – hanno dimostrato altri benifici all’ambiente e alla salute grazie ad un ridotto consume di carne“.

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