GEAPRESS – Se la notizia fosse confermata avrebbe dell’incredibile. A diffonderla è stata MF Dow Jones Newswire, l’agenzia di stampa specializzata nella finanza operativa, ed è stata ripresa nei più accreditati ambienti finanziari al mondo.

Marco Bicchieri, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Inalca JBS Spa, avrebbe dichiarato di aver ricevuto opportuna documentazione relativa al fatto che il colosso mondiale della macellazione, nato dall’accordo tra la brasiliana JBS SA ed il gruppo italiano Cremonini, avrebbe eseguito procedure irregolari di identificazione della carne bovina messa in commercio. Si sarebbero addirittura alterati i dati di tracciabilità delle carni. In altri termini, il consumatore acquista carne esposta come di provenienza nota, invece ha poi mangiato fettina per lui figlia di n.n.. Anzi, sempre secondo la nota agenzia finanziaria, nella documentazione di Bicchieri risulterebbe probabile che carne di origine irlandese sia stata macellata e venduta come carne di provenienza francese, così come vi sarebbero schede ove si potrebbe presumere che bovini ingrassati in Francia siano stati immessi, … a fettine, come macellati da allevamenti italiani.

L’autorevole agenzia di stampa va però ben oltre facendo intendere che tale incredibile notizia era in effetti da mesi già nota. Solo ieri è stata possibile comunicarla al Consiglio di Amministrazione della Inalca, dal momento in cui le precedenti convocazioni era state impedite dal comportamento degli amministratori di nomina Cremonini. Questi avrebbero avuto addirittura una ostilità “preconcetta e ingiustificata” nei confronti degli amministratori di nomina Jbs, ovvero i brasiliani. In pratica, siamo di fronte ad un altro effetto della ormai nota indigestione che travaglia il cda del più grosso accordo mondiale della macellazione. Una lotta all’ultimo sangue che questa volta sgorga proprio dall’interno di una ferita che appare fin troppo autolesionista.

Proprio sulla rintracciabilità delle carni, Bicchieri avrebbe consegnato una denuncia alla Procura della Repubblica di Modena e per questo, da circa un mese, sarebbero in corso le indagini da parte della Polizia Giudiziaria.

Per capire di chi stiamo parlando basti considerare il marchio “Montana” e molte delle forniture Mc Donald’s. La Inalca JBS è il colosso da decine di migliaia di animali giornalmente uccisi nei suoi macelli. Da essi ricavano di tutto: hamburger, materia prima per le industrie di mangimi per animali, carne in scatola, perfino frattaglie e combustibile per i digestori degli impianti di produzione di biogas. Per non parlare dei suoi pascoli, i quali, quando si tratta di Brasile e della foresta amazzonica, forse un momento di riflessione in più dovrebbe imporlo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).