GEAPRESS – Piatti, posate e bicchieri sono passati di moda. Il viaggio ai Caraibi, anche. Ma che un regalo intriso di sangue finisse nelle liste di nozze proprio non lo avremmo immaginato! Eppure  i nostri incubi si materializzano ogni giorno, in forme ben peggiori da quelle raccontate nei thriller!

Le proposte “sanguinarie” hanno una forma accattivante, quasi “copiate” dai mille appelli all’adozione di animali sfortunati: quelli che tutti noi conosciamo benissimo, quelli che condividiamo con una stretta al cuore ben sapendo che solo qualcuno giungerà a buon fine; quelli che ci intasano la posta elettronica e la bacheca di facebook.

“Adotta una Pecora”, “Adotta un Maiale”, a primo acchitto sembrano  siti di santuari esteri che accolgono animali salvati dagli allevamenti. Invece no. I maiali o le pecore proposte in adozione da alcune aziende agricole italiane, dalla Sardegna all’Emilia Romagna all’Abruzzo, sono destinati ad essere mangiati. Con la perversione aggiunta di conoscere la loro storia fin dalla culla.

Come carico da dodici viene “suggerita” anche la possibilità di inserire le adozioni sanguinarie nelle liste di nozze dei parenti e degli amici. 

I maialetti si “adottano” con un primo contributo fisso appena svezzati, poi si paga mensilmente il loro mantenimento finchè raggiunti i 15 mesi, ti vengono recapitati a casa i brandelli del loro corpo, sottovuoto e sotto forma di salumi, prosciutti e salsiccie. Chi vuole può guardare crescere il suo pranzo con una webcam.

Le pecore hanno anche un certificato di adozione, in cambio spettano latte, formaggi, lana e…la nuova prole, gli agnellini! Anche in questo caso  per corrispondenza informatica o convenzionale si possono avere tutte le informazioni relative alla pecora adottata, compresi gli accoppiamenti.

Ai prossimi sposi vasi di Murano e posate d’argento con banchetto vegan!

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