GEAPRESS – In Francia è il “boudin”, in Spagna “morcilla”, in Germania “blutwurst”, in Inghilterra “black pudding”. In Italia ha tanti nomi, nelle mille varianti dialettali, dalla Valle D’Aosta, fino alla Sicilia. E’ il sanguinaccio, apogeo di una tradizione rurale che porta a non sprecare niente del povero maiale. Finito con un coltellaccio alla gola e messo a colare nelle tante macellazioni casalinghe sparse nel nostro paese che non hanno nulla da invidiare (essendo praticamente identiche) alle macellazioni rituali senza stordimento, di ebrei e musulmani. Nei macelli, una scarica di stordimento, e via …

Nella variente puglese e leccese in particolare, il sangue viene mischiato alle cervella e sistemato così nel budello. Bisogna mescolarlo per evitare l’azione addensante delle piastrine e condirlo con spezie, come il chiodo di garofano che rallenta i processi della decomposizione.

Proprio al sanguinaccio leccese dovevano servire i 32 bidoncini da cinque litri colmi di sangue di maiale sequestrati ad un macellaio. Li stava trasportando per il suo negozio nei pressi di Otranto. E’ stato fermato due giorni addietro dalla Guardia di Finanza di Maglie nel corso di un normale posto di blocco a Muro Leccese. Nella macchina i 32 bidoncini stracolmi del liquido rosso scuro. Poi diciotto chilogrammi di carne bovina semicongelata, sistemata all’interno di cartoni. Il tutto acquistato da un grossista salentino, ma trasportato senza le previste autorizzazioni. L’ambiente per altro, non era refrigerato, trattandosi, semplicemente, dell’automobile del macellaio.

Sangue e carne sono stati sequestrati ed il tutto certificato alla presenza di un veterinario dell’ASL. Per il macellaio la denuncia alla Procura della Repubblica. 
 
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