GEAPRESS – A Guagnano (LE), una task force composta dai Carabinieri della locale stazione, NAS ed ispettori della ASL ha scoperto due mattatoi clandestini, dove gli agnellini venivano sgozzati senza il preventivo stordimento.
Quattro macellai sono stati denunciati (a piede libero!) e la carne macellata è stata posta sotto sequestro. Il totale degli animali massacrati, purtroppo, viene  dato solo in peso: 18 quintali di carne ovina. Neanche da morti hanno diritto ad un’identità! Ai macelli clandestini si era arrivati dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, da quei locali provenivano belati strazianti. Chissà quanti altri agnellini e capretti erano già stati massacrati nei giorni precedenti.

Peccati di gola sanguinari, l’ingordigia degli umani non conosce limiti, in questo caso è aggravata anche dalla crudeltà. Ma va detto che spesso gli agnelli sono ammazzati senza stordimento, questo caso non è l’eccezione che conferma la regola. Succede probabilmente anche nei macelli non-clandestini (vedi articolo GeaPress).

Intanto la Coldiretti marchigiana si gongola nel comunicare che “sono cresciute del 25% rispetto allo scorso anno le vendite di agnello marchigiano in occasione della Pasqua“, l’unico lamento è solo quello sul prezzo corrisposto all’allevatore, della Vita nulla importa. Per Assocarni/ISTAT le uccisioni di agnelli e capretti per il pranzo pasquale assommano ad oltre un milione, 5.600 tonnellate di carne ovina e caprina. Il primato delle macellazioni va alla Sardegna e al Lazio, seguite da Puglia, Campania e Toscana.

Strage dunque; orrore, sofferenza e perchè no…uranio impoverito! L’agnello con due teste nato in Sardegna, in provincia di Cagliari, aveva proprio uranio impoverito nelle ossa. L’annuncio è stato dato da Rainews24, le analisi condotte dal professor Massimo Zucchetti, docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino, l’agnellino potrebbe essere vittima delle sostanze utilizzate a Perdasdefogu e Quirra (vedi articolo GeaPress). La Procura di Lanusei indaga da tempo sul probabile utilizzo di sostanze pericolose per la salute nel poligono di Quirra. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).