GEAPRESS – E’ stata soppressa tra le 17.30 e le 18.00 la pecorella giunta stamani a Lampedusa in uno dei tanti barconi in arrivo dal nord Africa (vedi articolo GeaPress). Nell’area portuale era stato imposto un invalicabile cordone sanitario. Il rischio che l’animale potesse veicolare l’afta epizootica è stato decisivo per la sua sorte.

E’ bastato, però, che GeaPress diffondesse appena poche ore fa la notizia sulla sorte che sarebbe toccata alla pecora, per scatenare appelli provenienti da tutt’Italia. In loco, però, si era già attivata Legambiente, che  a  Lampedusa gestisce l’omonima Riserva Naturale.

Mi dispiace per quanto successo – ha dichiarato a GeaPress Giusy Nicolini Direttrice della Riserva di Lampedusa – ma non c’è stato niente da fare. Alcuni avevano proposto, visto che la pecora non poteva entrare in Italia, di riportarla almeno in Tunisia, ma evidentemente le disposizioni sanitarie sono molto rigide. Mi sarebbe piaciuto poter dare una risposta positiva alle tante persone che ci hanno contattato.”

Cosa succederà ora ai resti della povera pecorella? Il viaggio della speranza per lei si è  infranto sulle leggi dell’uomo.

Adesso dovrà giungere a Lampedusa, salvo urgente diversa disposizione sanitaria, un mezzo speciale appositamente autorizzato a questi trasporti. La pecorella finirà, poi, in un inceneritore abilitato a trattare quello che per legge è un “rifiuto speciale”.

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