GEAPRESS – Quasi 3mila metri cubi, 2.700 per essere precisi. Spoglie di animali interi, in particolare ovini e suini, mescolati a  scarti di macellazione, tutti in avanzato stato di decomposizione. Il cimitero all’aperto è a ridosso degli stabilimenti della Agrolip Sarda, a Macchiareddu, alle porte di Cagliari. Nella zona industriale, mica nei meadri più reconditi dell’Isola!

La Ditta è una società specializzata nello stoccaggio e nella trasformazione di sottoprodotti provenienti da allevamenti e macellerie. Ma pare sia ferma dal giugno scorso. Duemilasettecento metri cubi di animali morti non si nascondono sotto lo zerbino, pressati come polpette occupano lo spazio di oltre 84 container, quelli da 20 piedi. Eppure giacciono nel piazzale dello stabilimento, occupando tutti i 2500 metri quadri disponibili.

Nas, Noe hanno sequestrato la montagna sacra, ora è emergenza sanitaria. Ci vorranno almeno venti giorni per bonificare la zona.Ma qui non si tratta di rincorrere il segreto dell’immortalità detenuto dai nove saggi, qui c’è solo morte, quella degli animali, ed il ladro di vita e di salute. Dei cittadini cagliaritani.

La Sardegna non conosce pace, da poco le vittime di Quirra hanno cominciato ad avere giustizia (leggi articolo GeaPress), il Gip  del Tribunale di Lanusei, nel Decreto di sequestro prevenivo dell’intera base militare,  scriveva  “Sussiste il fumus del delitto di disastro ambientale, quantomeno colposo, posto in essere con plurime condotte militari”. Eccone pronto un altro. Di disastro ambientale.

Relativamente  agli impianti di trasformazione dei sottoprodotti animali, – Sottoprodotti! neanche da morti i nostri compagni di strada animali hanno diritto a definizioni “gentili” e rispettose –  già due volte, dalle pagine di GeaPress, abbiamo dato notizia di impianti  similari sequestrati dalle Forze dell’Ordine. A Trani (BAT) una Ditta produceva “farine di carne e di ossa” e “grassi colati” per la preparazione di fertilizzanti e mangimi per animali (leggi articolo GeaPress). A Pomezia (RM) venivano lavorati illecitamente resti di animali destinati alla distruzione (leggi articolo GeaPress).

La Agroplip Sarda, assieme ad un’altra azienda nuorese riconducibile alla stessa proprietà, da moltissimi anni e, secondo quanto detto in  un’interpellanza al Consiglio Regionale della Sardegna già dal 2001, opera in regime di monopolio su tutta l’Isola, stabilendo i costi di smaltimento e lamentando la “cattiva” abitudine dei macellatori sardi di seppellire gli scarti anzichè consegnarli “a pagamento” all’azienda stessa.

Con una classe di fatturato  che va da 1,5 a 2,5 Ml. di euro, con un numero di dipendenti da 10 a 19, la Agrolip Sarda dovrebbe occuparsi della raccolta e del trattamento dei rifiuti di macellazione, ma almeno da giugno, non fa altro che “seppellire” a cielo aperto gli animali e gli scarti di macellazione.

Sia che trattino rifiuti a basso rischio, quelli usati anche per la produzione di mangimi per animali, che quelli ad alto richio, che secondo le norme in vigore vanno trattati ed inceneriti, la parola d’ordine di queste aziende è una sola: il profitto. Profitto a tutti i costi, “costi quel che costi” alla salute umana ed all’ambiente. Gli animali?  Solo scarti e sottoprodotti!

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