GEAPRESS – Il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla  torna a parlare in difesa degli animali. L’occasione, oltremodo opportuna, è fornita dalla rituale mattanza pasquale di agnelli e capretti. L’Italia, in questo caso, diventa un crudele teatro che il Ministro cerca di calmare con un appello rivolto ai tanti italiani che amano gli animali. Non rendetevi complici di questa barbarie, dice la Brambilla che porta  a suo supporto le tesi del movimento “La Coscienza degli Animali”, fondato assieme al prof. Umberto Veronesi ed al quale hanno aderito numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura ma anche dell’industria.

Secondo tale movimento gli animali nascono uguali davanti alla vita e questa rappresenta un diritto per tutti. Una vita, però, che tutti ci auguriamo libera e non nella cattività di un giardino zoologico come la nuova sezione di quello di Le Cornelle (BG) che, con il taglio del nastro del Ministro, è stata inaugurata la settimana scorsa (vedi articolo). Peccato; forse un’occasione mancata per non andare anche perché quello stesso zoo è già abbastanza famoso per la tigre bianca. Si tratta in realtà di una “normalissima” tigre del bengala il cui cromatismo anomalo (non si tratta di albinismo)  venne rilevato in un tigrotto intorno agli anni sessanta. Era libero nella giungla, ma a causa del colore (bianco, come gli agnelli) venne catturato e costretto e riprodursi con la sua prole fino ad ottenere una quasi pura “linea di sangue” (come dicono gli allevatori) a dire il vero anche un po’ deboluccia. La prole incestuosa, infatti, si trainò anche anomalie-malattie ereditarie. La tigre bianca è solo un fenomeno spettacolare, che fa mostra di sé in zoo e circhi (la possiede anche Moira Orfei e di recente le ha azzannato il figlio Stefano).

Un piccolo scivolone ma siamo sicuri che il Ministro consideri anche la povera
tigre bianca come un frutto dell’uomo inteso come bestia più feroce del creato.
Fatto che ad ogni modo vale per gli agnelli come per tutti gli animali finiti
nei macelli. Piccoli di pecora e di capra, dice sempre il Ministro, strappati
alle loro madri e ai giochi spensierati per finire ammassati nei furgoni verso
la morte .

Brambilla e Veronesi, entrambi convinti sostenitori della dieta vegetariana.
Anzi, per il professore Veronesi quella degli animali da allevamento è una vera
e propria tragedia civile. Per questo “dobbiamo uscirne, diventando tutti
vegetariani e lo diventeremo“.

Sulla questione interviene anche il teologo Don Luigi Lorenzetti, anche lui
garante del manifesto “La Coscienza degli Animali”. Secondo Don Lorenzetti il
comandamento “non uccidere” si deve considerare esteso anche agli animali. Se
l’uomo non ha il potere di creare la vita non ha neanche quello di toglierla.
Il comandamento, infatti, obbliga a “non uccidere” e non a non … commettere
omicidi. L’uomo, cioè, non è al vertice di una piramide con a sé sottoposte le
altre creature.  In tal maniera il rispetto e l’insieme dei diritti riguarderebbero solo l’essere umano. Tutto il resto sarebbe in funzione del medesimo (…. zoo compresi). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).