GEAPRESS – Incredibile ma vero. Nel 2009 l’ASL competente per il territorio di Mercato Saraceno, in provincia di Forlì-Cesena, inizia a diffidare una azianda di produzione di prodotti caseari con annesso allevamento di pecore e capre. I responsabili vengono più volte intimati di sospendere l’attività anche perchè, tra le motivizioni, compare pure il rischio brucellosi.

In pratica, l’azienda potrebbe essere non indenne dall’utilizzo di latte contaminato dal pericoloso batterio, facilmente trasmissibile all’uomo in condizioni igieniche precarie e se il prodotto è derivato da latte non pastorizzato.

Nulla. L’azienda continua la sua attività e nell’aprile 2011 viene coinvolto il Corpo Forestale dello Stato. Nonostante le diffide, l’azienda continua la sua attività, tanto da rendersi necessario un provvedimento di sequestro.

Tutto risolto? No. Ad un recente nuovo controllo del Corpo Forestale dello Stato, l’azienda casearia è ancora in piena attività. Per potere continuare a produrre i formaggi, prevalentemente di origine caprina, erano stati pure rimossi i sigilli. Ad essere sequestrate anche 58 forme di formaggio, 23 ricotte, 3 formaggi freschi, 14 mozzarelle, peraltro tenute in dispensa non autorizzata.

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