GEAPRESS – Il loro status di fatto, ovvero multinazionali, spesso incute timore. Interessi mondiali che passano sopra gli stessi Stati, e non solo. Mille polemiche, sul mancato rispetto dei lavoratori, disastri ambientali e quant’altro. Se poi sono multinazionali della carne la mancata “previsione” di un … sindacato degli animali, complica ulteriormente le cose.

Certo che vedere gli inservienti sempre giovani e pimpanti, consigliare ai clienti di lasciare i tavoli perchè stava arrivando una manifestazione contro di loro, non è cosa che capita ogni giorno. Eppure è successo, ieri pomeriggio a Firenze poco prima della manifestazione contro la catena di fast food di McDonald’s. Un gruppo di ragazzi provenienti da Arezzo ed arrivati in ritardo, si sono prima ritrovati l’incredibile scena di fronte al McDonalds di Santa Maria Novella (chiuso come quello di via Cavour), e poi il fiume di persone che hanno risposto all’appello animalista.

Almeno 1000 manifestanti che hanno invaso le strade di Firenze per il corteo indetto dalla sede LIDA cittadina e da Laverabestia.org , ed un maxi schermo con le agghiaccianti scene di macellazione ed allevamenti. E poi tante altre espressioni dell’associativismo animalista, provenienti anche da altre regioni.

Un successo perchè il messaggio è passato. Il servizio del Tg3 regionale che ha riferito della protesta “contro Mc Donald e le sue multinazionali che sfruttano animali, ambiente e persone” (vedi Video RAI), quasi lo stesso titolo de La Nazione, mentre La Repubblica di Firenze, ha puntato sulla buona riuscita, in termini di adesioni, della manifestazione. Temi animalisti, diritti umani ed ambiente come i “2000 chilometri quadrati di foresta amazzonica abbattuta per produrre la carta necessaria alla multinazionale di fast food“, come riportato nella cronaca della manifestazione lo stesso quotidiano La Repubblica.

Tutti contro la M gialla, ovvero il simbolo di McDonald’s che secondo alcuni rappresenterebbe un seno materno visto dall’altezza di un bambino. Simbolo, comunque lo si veda, che attrae, facendosi riconoscere, una volta piazzato nei luoghi strategici di passaggio, come le Stazioni dei treni, appunto.

Non riuscivo a crederci – dice Katia a GeaPress – ho visto il cameriere invitare i clienti a lasciare i tavoli prima dell’arrivo della manifestazione. Ed io che mi rammaricavo di essere arrivata in ritardo, avrei pagato per vedere quella scena“.

Il maxischermo, 12 metri quadrati montati su un camioncino che ha mostrato a tutti l’orrore dei macelli ed altri disastri della carne, si rileva ancora una volta un modello vincente. Centinaia di persone hanno visto, senza veli, quello che l’industria della carne non ha convenienza a mostrare.

McDonald’s, però, per gli stessi organizzatori è un simbolo di uno sfruttamento trasversale che riguarda non solo gli animali, ma anche l’ambiente, i diritti dell’uomo e la stessa fame nel mondo. Al di la di tutto, infatti, mangiare carne è un lusso che non possiamo concederci. Uno spreco di risorse naturali con una parte del mondo che muore di fame. La stessa superficie ora coltivata a foraggio, se convertita per l’alimentazione diretta dell’uomo, produrrebbe molto più cibo e per periodi ben più lunghi. Le aree naturali sarebbero meglio preserbate, ed invece si continua ad abbattere la foresta amazzonica per creare pascoli. Un tributo di corpi che violenta anche l’ambiente, era scritto nel comunicato degli organizzatori.

Tante facce e tanti colori, alcuni un pò truci, come il rosso sangue. Ma è la verità. Bambini, qualche cagnolino, alcuni striscioni e tutto sommato poche bandiere. Ma lo scopo era unico e condiviso. Fare capire a tutti che così non può continuare. Almeno finchè si ignora.

La LIDA di Firenze e Laverabestia.org concludono positivamente questa manifestazione dando a tutti appuntamento per il prossimo 10 dicembre a Palazzo Vecchio, al Convegno Italiano Antispecista. Tra i relatori l’astrofisica Margherita Hack e l’europarlamentare Sonia Alfano. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: