GEAPRESS – Si è conclusa lo scorso venerdì, la settimana vegetariana mondiale. Dal primo al sette ottobre, tanti interventi. Nelle città italiane ed in giro per il mondo. Impossibile elencare tutte le iniziative.

Uno scoppiettante susseguirsi di eventi, ha messo in evidenza come di vegetariani e vegani ce ne sono sempre di più. Per motivi salutisti, per il rispetto della vita degli altri animali, per entrambi i motivi. E questo incide. Perchè abbandonare l’alimentazione carnea è una scelta decisiva, che ti riappacifica con le contraddizioni di definirsi, ad esempio, ecologista continuando a mangiare quelli che, vedila come vuoi, sono cadaveri.

E dire che per essere vegetariani, o meglio vegani, basterebbe avere rispetto non tanto della nostra salute o di quella degli animali (o di entrambe) ma di quella del nostro pianeta. Sembrerà banale ripeterlo, ma è la nostra unica casa. Eppure, non risparmiamo di distruggerla per far posto agli allevamenti intensivi e non. In luoghi, dove magari prima vi era una umida e calda foresta equatoriale. Stiamo divorando il ventre che ci ha cresciuti, causando sofferenza all’ambiente, agli animali ed alla nostra salute. A poco vale il biologico se non è anche cruelty free. La carne biologica, ad esempio, è peggiore dal punto di vista ambientale. Se tutti mangiassero carne biologica (una volta divenuti abbastanza ricchi per comprarla) occorerebbero spazi ben più grandi rispetto a quelli già occupati dagli allevamenti, se di tipo intensivo. Come la mettiamo con l’ambiente? Vogliamo consolarci aspirando ad una società secondo alcuni perfetta perchè sappiamo imporci un uso razionale di allevamenti, cibo carneo, inquinamento e benessere (sic) animale? E’ sbagliato mangiare carne, e del fatto che sia biologica non ce ne può … fregar di meno! 

Essere vegetariani e vegani, non è una scelta simbolica, anzi di simboli (purtroppo reali) ne esistono nella direzione opposta. Simboli ricchi di contenuti (grassi). Come sottolineato dagli attivisti di OCSA (organizzazione contro la schiavitù animale) che hanno manifestato a Roma innanzi il Mc Donalds (vedi fotogallery). Guarda caso una multinazionale che riceve notoriamente critiche sia per il suo cibo animale che per l’incremento di allevamenti in posti dove prima c’era la natura. La protesta, però, rimane spesso più in ambito animalista che ambientalista. Eppure, quando c’è da mettersi assieme si è vincenti, come nella manifestazione anti caccia di Torino. 4000 persone, dalle associazioni vegane, alle realtà protezioniste, anti caccia ed animaliste. Loro sono tutti uniti, commentò un lettore in un sito di caccia.

Ma tornando alla manifestazione di Roma OCSA ha, poi, diffuso la notizia che dal tetto del Mc Donalds sono piovute verdure e finanche pericolosi cubetti di ghiaccio. Chissà chi è stato, di sicuro qualcuno ha avuto paura di quello che gli animalisti andavano dicendo.

L’immagine però più bella di questa settimana l’ha data a nostro avviso una telecamera nascosta. Era quella piazzata dagli attivisti di Essereanimali nella mostra sugli orrori dell’industria della carne. A Bologna, i volontari hanno esposto, nudi e crudi, senza occultamenti ed anonime sezioni, i frutti degli allevamenti. Hanno filmato così le facce affrante delle persone. Erano normali passanti, colpiti da una espressione di lutto, alla vista della morte. Un lutto che ti colpisce dentro, un lutto vicino che solo chi l’ha provato lo può capire. Solo che per gli animali da vendere a pezzi, i nostri negozi queste immagini devono tenerle lontane. Come i filmati degli allevamenti di conigli, maiali, galline. Allevamenti italiani e recenti, anzi recentissimi. Un video da vedere. Bravi, bravi tutti, vegani.

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