GEAPRESS – Come una catena senza fine, lungo la filiera della carne che nasce nel Parco Nazionale della Sila di Cosenza e finisce nella probabile macellazione clandestina. A dare il via alle indagini il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Gariglione (CS) del Coordinamento Territoriale del CFS presso lo stesso Parco Nazionale. Ad essi si sono poi aggiunti, considerata la vastità assunta dalle indagini, anche i Comandi Stazione di Decollatura, Girifalco, Lamezia Terme, Nocera Tirinese e Serrastretta.

Tutto nasce in località Capitano, nel Comune di Taverna (CS). Un consistente numero di bovini erano stati introdotti abusivamente da due allevatori in un pascolo non solo pregevole dal punto di vista naturalistico e per questo tutelato da importanti disposizioni internazionali, ma anche di proprietà di terze persone che di fatto avevano subito l’invasione. Da lì partivano le indagini che portavano ad accertare altre effrazioni, quali un numero maggiore di bovini (per i pascoli autorizzati) rispetto a quanto previsto dalla Regione Calabria, ma anche la presenza di animali privi di marca auricolare. In pratica ne era sconosciuta la provenienza.

La Forestale, pertanto, procedeva con il controllo della filiera delle carni, ovvero i vari anelli che collegano il produttore fino al consumatore. Considerato che già alla fonte, ovvero nell’allevamento allo stato brado, erano emerse numerose irregolarità, figuriamoci nei successivi passaggi.

Ed infatti nel corso delle verifiche relative anche al rispetto delle norme sul benessere degli animali durante il trasporto, risultavano evidenti falsificazioni nei relativi documenti, confermate dal fatto che nelle aziende dove si dichiarava la consegna dei bovini, molti non risultavano mai arrivati. Il sospetto, secondo il Corpo Forestale, è che dietro la filiera … di illegalità, potesse nascondersi un consolidato fenomeno di macellazione clandestina anche di animali per i quali è ignota la provenienza. Al trasportatore e al detentore sono stati commutati novemila euro di sanzione ma, dicono alla Forestale, le indagini continueranno con il fine di accertare il possibile concorso di reato di altre persone finalizzato alla macellazione clandestina. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).