GEAPRESS – Cosa è sotto il profilo giuridico un cavallo? Un animale da mangiare. Anzi, nella legislazione dell’Unione Europea, sono DPA, ovvero: produttori di alimenti. Negli anni novanta, per fortuna, la Commissione europea previde la possibilità di non macellazione ma solo nei casi in cui l’equide venisse in tal senso dichiarato. Impose tale specificazione l’anagrafe equina, la quale rese obbligatorio il cosiddetto “passaporto”.

Ovviamente anche per questi ultimi cavalli è ben lontana l’ipotesi di essere riconosciuti animali d’affezione, concetto controverso che richiama (esplicitamente ….) la loro tutela in funzione del voler bene dell’uomo. Tempo addietro, al Parlamento italiano, fu presentata una proposta per riconoscere il cavallo tra gli eletti del sentimento umano, ma il testo rimase tra le scartoffie di un cassetto di Commissione. La proposta di legge per un nuovo testo che normi il randagismo (in realtà proprio sugli animali d’affezione), blinda invece ancor di più il concetto di “affezione”, ai soli cani e gatti. Insomma, il cavallo, salvo diversamente per lui specificato, è un alimento. Anzi, produttore di alimento.

Horse Angels, l’Associazione che si occupa di tutela degli equini e ne promuove l’adozione, fa notare, però, come anche in Europa si parla del cavallo come animale d’affezione. Una discussione che evidentemente ha fatto capolino anche tra le organizzaizone professionali. Secondo la Federazione Veterinaria Europea, ad esempio, la possibilità di ridefinire lo status del cavallo, potrebbe porre qualche problema. Non considerarlo più come un alimento potrebbe infatti causarne la sua eutanasia, oppure abbandoni di massa. Secondo la FVE va pertanto mantenuto l’attuale status ed in tal senso, fa notare sempre Horse Angels, è indirizzata pure la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI). Proprio ieri, infatti, la Federazione ha pubblicato un documento che, se abbinato alla discussione in corso, suona un pò inquietante: Eutanasia e professione veterinaria tra incremento della popolazione equina, legalità e codice deontologico. La discussione, in realtà, verte sulla conclusione dell’iter della normativa relativa all’anagrafe equina. DPA e non DPA? Per Horse Angels occorre, comunque, un maggior grado di consapevolezza per chi decide di mantenere un cavallo.

Si vedrà, ma una cosa è certa. Il cavallo come animale d’affezione, non solo è lontano dal realizzarsi (il produttore d’affezione, evidentemente rende meno) ma è anche preda di preoccupazioni e specificazioni. Certo che intervenire in sua difesa, nell’ipotesi di previsione di non DPA, affermando che potrebbe scatenarsi una corsa all’eutanasia, suona un pò come un non senso. Attualmente, infatti, è proprio la macellazione, la fine dei soverchianti (numericamente) giovani cavalli da macello. Dubbi anche sugli abbandoni, considerato che il randagismo equino che impera in Italia, non è certo causato da questa discussione. Sembra quasi di trovarsi difronte ai circensi, quando si parla di bandire gli animali dal circo. Cosa si fa di quelli che abbiamo? Dicono un pò tutti all’unisono. Basterebbe non acquisirne più, invece di continuare a lucrarci (prendendone altri). A proposito: ma che fine fanno le centinaia di cavalli detenuti nei circhi, quando non sono più in grado di lavorare per l’uomo?    

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