GEAPRESS – Forse definire stalla lager quanto rinvenuto ieri a Villa del Conte (PD) è poco. I Carabinieri della Stazione di San Martino di Lupari (PD), comandati dal Luogotenente Ambrogio Maggio, i NAS di Padova, i NOE di Venezia, più il personale dell’ASL territorialmente competente, si sono ritrovati a camminare tra cumuli di escrementi che costituivano anche la consolidata “lettiera” dove venivano stabulati gli animali.

Quelli vivi o quasi, ovviamente.

I primi sono stati rinvenuti in uno stato definito cachettico, ovvero grave deperimento di tutte le funzioni metaboliche. In altri termini l’evidente stato di denutrizione era solo un segnale di qualcosa di molto più ampio. Poi anche capre carbonizzate, un’altra a testa in già parizialmente eviscerata, ed ancora cani a corta catena in mezzo all’acqua, alcuni con cuccioli e altri, una quindicina, tutti di piccola taglia, liberi …. o meglio, senza catena.

Una mucca, 54 pecore, 21 capre, otto suini, più un bel numero di uccelli da cortile. Questi quelli vivi. Si, perchè oltre alle due capre carbonizzate ed alla carcassa di pecora parzialmente eviscerata, vi era ancora il frigo pieno di pezzi di carne di ovini macellati e diverse carcasse animali in sorte di fosse scavate nella nuda terra. Agli animali veniva data da mangiare paglia e resti di macellazione. L’acqua per l’abbeveraggio era, inoltre, intrisa di escrementi. Un campionario di straziante disordine condito da cumuli di rifiuti anche non organici, come plastiche, tubi e materiali ferrosi. In mezzo altri animali morti lasciati a decomporsi.

Il tutto nell’azienda agricola di Anna Feltrin a Valle del Colle (PD), anche se a gestire parrebbe essere stato il marito Silvano Bianchi.

Gli animali tutti sequestrati e portati via: in parte al macello ed in parte in un’altro allevamento. I cani sono stati affidati al canile sanitario. Una stalla macello gestita dalla coppia di coniugi sulla quale è ora piovuta una pioggia di reati contestati: maltrattamento di animali e macellazione clandestina, innanzi tutto. Ma anche smaltimento illecito di carcasse animali e sottoprodotti di origine animale, omessa identificazione di ovini, caprini e suini. Per tutti gli animali, infatti, mancava l’obbligatoria registrazione.

Nelle prossime ore verranno smaltiti i rifiuti non organici. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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