GEAPRESS – Sono tutti salvi i 520 cani bloccati venerdì scorso ad un trasportatore cinese. Il loro destino sarebbe stata la macellazione nella provincia di Jilin, nell’estremità nord orientale della Cina.

Due associazioni animaliste li hanno dovuti però acquistare per ben 17.600 dollari. Il trasportatore, infatti, avrebbe dovuto pagare una penale per la mancata consegna. Secondo le Polizia la spedizione era in regola, anche sotto il profilo sanitario. I cani, però, ad un più accurato controllo, una volta consegnati, sarebbero di provenienza dubbia ed in alcuni casi malati. Il camion era stato circondato da oltre 200 animalisti cinesi che si erano diretti nei luoghi con acqua e cibo per gli animali. Ora, ai cani, sta badando la China Small Animal Protection Association, operante in Cina fin dal 1992.

La carne di cane è apprezzata in alcune provincie cinesi ed è ritenuta molto calorica. In aiuto, cioè, a superare i freddi inverni cinesi (sic!). Da quelle parti è un piatto di tradizione, così come lo è il gatto (pure in alcune provincie italiane ….) o i piccoli uccelli che in Veneto si possono uccidere (e mangiare) in deroga ai divieti confermati da Corte Costituzionale e Corte di Giustizia Europea. Pieni di tessuto adiposo che dovrebbe aiutarli nelle migrazioni, gli uccellini finiscono così per colare negli spiedi. Più o meno come la carne di cane arrostita.

Ormai da tempo in Cina il dibattito sul mantenere certi cibi, è aperto. In altre occasioni i cittadini hanno bloccato le spedizioni, ad esempio di gatti, per la macellazione. E’ successo recentemente nel sud della Cina. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).