GEAPRESS – Polemiche a non finire a Cava de’ Tirreni (SA) per la Sagra dello Struzzo. Iniziativa addirittura giunta alla quindicesima edizione. La prima in Italia, sbandiera un volantino verdognolo raffigurante uno struzzo tipo cartone animato. Ad ospitarla non è la Pro loco, né tanto meno il parrocco, poi richiamato dal Vescovo, che era andato a benedire, nel bresciano, la Madonna del Buon Bracconiere (vedi articolo GeaPress).

Anzi, non è neanche una associazione di cotechini ed effini, ma niente poco di meno che un’intero Santuario Francescano che ora ha pure fatto il restyling ed ospita per questo i pezzetti di struzzo fumanti all’interno del Chiostro. Il tutto grazie alla “fervida fantasia” di fra’ Gigino il quale, a sentire i ragazzi di Veganch’io, li avrebbe addirittura aggrediti. Almeno verbalmente.

Cosa è successo?
I volontari avevano volantinato le tecniche di macellazione degli struzzi, cosa che, evidententemente, aveva scosso i fedeli partecipi. Chissà quale segreto doveva rimanera ignoto, ma di fatto ne è conseguita una brusca repressione del libero pensiero, culminata, pure, con sputi nei volantini. Intanto, lo struzzo, finiva nei piatti.

Ma i Francescani non sono i frati poverelli, poco inclini al restyling ed, invece, preposti ad ascoltare e parlare finanche con il lupo? Ma quella, forse, era una parabola, e con il lupo non ci ha mai parlato nessuno. Il Signore ti dia la Pace, scrivono i frati francescani a Cava de’ Tirreni, ed il Santuario, aggiungono, è un luogo di grazia. Di sicuro, però, non lo è per lo struzzo, mentre per altri può darsi che luogo di sazietà.

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