GEAPRESS – Proprio ieri il Comando Provinciale del Corpo Forestale di Benevento ha posto sotto sequestro circa 600 Kg. di  carne suina proveniente dall’Austria con data di consumo già scaduta. Ad intervenire è stato il Nucleo Operativo di Controllo Agroalimentare congiuntamente all’Unita’ Operativa Veterinaria della locale ASL.

Le carni, poi  sequestrate, sono state trovate all’interno delle celle frigorifere di una ditta di  Benevento che si occupa di commercializzazione all’ingrosso di carni fresche e che rifornisce punti vendita in città ed in provincia. Dalle analisi microbiologiche effettuate si è evinto il cattivo stato di conservazione della carne, che è stata quindi avviata alla distruzione.

In questo caso si trattava di animali già macellati, ma più spesso i maiali arrivano in Italia da paesi esteri dopo lunghi viaggi. Nelle destinazioni finali o spesso durante il tragitto, quando intercettati e controllati dalle Forze dell’Ordine, se ne sono trovati persino feriti, moribondi o già morti. Come nel caso dei maiali provenienti dalla Germania e trovati dalla Polstrada di Perugia morti assiderati dentro il camion che li trasportava (vedi articolo GeaPress) o i maiali provenienti dalla Spagna trovati dalla Polstrada di Cagliari in gran parte già morti per asfissia e disidratazione (vedi articolo GeaPress).

Ma le disgrazie per i maiali cominciano fin dalla nascita. La “filiera” che li coinvolge è tra le più crudeli. A partire proprio dal parto. Basta solo vedere (eloquente la foto in alto) in quali condizioni le scrofe vengono fatte partorire. Nelle gabbie di gestazione nessun movimento è permesso, la stessa grandezza delle gabbie equivale praticamente a quella dell’animale. In tali condizioni partorisce e allatta i maialini. Gli stessi poi vengono castrati (a vivo), viene praticata la troncatura degli incisivi (a vivo) e il mozzamento (a vivo) della coda. L’anestesia e l’analgesico sono previsti per i piccoli sopra i sette giorni. Quindi vengono avviati all’ingrasso e poi la morte. Avete mai sentito le urla dei maiali condotti al macello?

E dire che il maiale è un animale che per sensibilità, intelligenza, pulizia, capacità relazionale è superiore al, ben più familiare, cane. A dimostrazione del rapporto schizofrenico che abbiamo nei confronti del mondo animale proprio il maiale, ed in particolare alcune varietà di piccole dimensioni, sta diventando un animale domestico. La stessa specie la manteniamo inscatolata per essere macellata e altresì la culliamo nelle nostre case con tanto di guinzaglietto per portarlo a spasso e altri accessori. Una moda americana. Per ora.

Ritornando alle condizioni d’allevamento giova ricordare che queste sono sostanzialmente immutate, ormai, da parecchio tempo.
Nel 2001, allorquando la Commissione Europa propose la modifica della direttiva 91/630/CEE che stabiliva le condizioni minime di benessere (sic!) per i suini allevati in maniera intensiva, le associazioni animaliste, anche in Italia, svolsero campagne per promuovere modifiche migliorative, ma poi non si ottenne nulla e sui risultati, di fatto, calò il silenzio.

Le due Direttive europee, entrambe del 2001, che hanno modificato la precedente direttiva del 1991, sono state recepite in Italia tramite Decreto Legislativo del febbraio 2004. Parlare di benessere dei suini è davvero una beffa. Poco o nulla è cambiato rispetto alla precedente direttiva, e anche quando appare la previsione un benché minimo miglioramento, vi è subito scritta l’eccezione che lo rende nullo.
Povero maiale, fortemente sfruttato, non tutelato e praticamente dimenticato.

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