GEAPRESS – Sorprendente risultato del programma di sorveglianza e monitoraggio sui residui di sostanze chimiche presenti negli animali e negli alimenti di origine animale. Sostanze considerate dannose per la salute pubblica.

Il Piano Nazionale Residui del 2010, redatto dalla Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute, ribalta i risultati degli anni scorsi che davano steroidi e antibatterici tra i principali contaminanti. I nuovi residui, ovvero i maggiormente presenti, sono le “altre sostanze e agenti contaminanti per l’ambiente”. Sono loro la principale causa di non conformità.

Trattasi, in effetti, di una sottocategoria dei cosiddetti “Medicinali veterinari e agenti contaminanti”. Questa categoria è presente nel 62% dei campioni non conformi, contro il restante 38% di “sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate”. Tra queste ultime il 31% è relativo agli stereoidi. Fino al 2008 erano, invece, la sottocategoria in assoluta pool position. Nel 2009 lo scettro fu, però, conquistato dalle sostanze antibatteriche sottogruppo dei “medicinali veterinari e agenti contaminanti”. Quest’anno si cambia ancora. Primo in classifica un altro sottogruppo di “medicinali veterinari e agenti contaminanti”, ovvero le “altre sostanze e agenti contaminanti per l’ambiente” (35%). Si tratta di composti organoclorurati, compresi i PCB, composti organofosforati, elementi chimici, micotossine, coloranti ed altre sostanze ancora.

A seguire stereoidi (come i cortisonici desametasone, prednisolone e prednisone) e sostanze antibatteriche (compresi sulfamidici e chinolonici) declassate al terzo posto.

Complessivamente, tiene a sottolineare il rapporto del Ministero della Sanità, il numero totale dei campioni è aumentato. Peccato, però, che sia pure aumentata, sebbene in maniera lieve (0,26% del 2010 contro lo 0,22 del 2009) anche la percentuale totale di non conformità. Nel complesso i campionamenti rientrano appena nel minimo richiesto dalle disposizione comunitarie, mentre negli anni passati non si era neanche raggiunta la soglia stabilita dall’Europa. Ulteriore nota dolente. I controlli nelle categorie “selvaggina” e “selvaggina allevata, volatili da cortile e acquacoltura” presentano criticità dovute ad ovvi(?) motivi di reperibilità, scrive il Ministero. Non viene però spiegato quali sono queste ovvietà. 

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