GEAPRESS – Il dato emerso nel corso dei numerosi controlli effettuati dai militari del NAS e dai veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo è sconcertante. Nel 98% della carne controllata erano presenti in grandi quantità solfiti di sodio. I solfiti vengono utilizzati come conservanti in numerosi cibi e nelle bevande, in particolar modo nel vino. Ma la loro eccessiva concentrazione può arrecare gravi danni alla salute. Il pericolo sta nel fatto che l’uso di solfiti nella carne come nel pesce, pur non bloccandone la putrefazione, mantiene a lungo il colore originario del prodotto ingannando, quindi, sulla sua reale freschezza. Una vera e propria frode ma anche un danno enorme per chi li ingerisce.

Proprio in Sicilia è occorso un grave caso di intossicazione da solfiti. Una ragazza catanese di 22 anni nel mangiare una polpetta di carne con altissima concentrazione di solfiti è entrata in coma a seguito di shock anafilattico. Ancora oggi si trova in stato vegetativo permanente.

Già 50 macellai sono stati denunciati dal NAS di Palermo per frode alimentare e detenzione di carne in cattivo stato di conservazione. I controlli partiti a seguito di denunce anche anonime sono solo agli inizi e visti i primi risultati fanno pensare solo alla punta di un iceberg ancora da scoprire. Un problema quello dei solfiti più volte evidenziato dal NAS dei Carabinieri. Proprio alcune settimane fa il NAS di Milano aveva scoperto alte concentrazioni di solfiti e metalli pesanti nel pesce in vendita al mercato ittico di Milano (vedi articolo GeaPress).

I solfiti, derivati dell’anidride solforosa, sono indicati nelle etichette con le sigle da E221 a E228. E’ bene ricordarlo, per il povero consumatore che può trovare tali sigle tra gli ingredienti…sempre che l’etichetta non sia ingannevole.

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