(GEAPRESS) – Inizio con polemiche del premio Ilaria Alpi, la coraggiosa giornalista del Tg3 uccisa in Somalia assieme al suo operatore durante un’inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti pericolosi.

Subito dopo la proiezione del bellissimo e drammatico film “The Cove”, che documenta la mattanza di delfini operata ogni anno dal Giappone per arricchire l’industria della carne e dei delfinari, vi è stato un improvviso colpo di scena.

Secondo il quotidiano on line Newnotizie.it l’amministratore del delfinario Oltremare di Riccione avrebbe dichiarato che  “il filmato è pieno di un mucchio di falsità” anzi “se qualcuno vuole bene agli animali dovrebbe vederli negli zoo”. Parrebbe aver finanche giustificato il mangiare la carne di delfino spiegando che: “a Rimini la si mangiava già negli anni ‘70, per le feste di Pasqua”.

Rispondendo ad una domanda sulle morti dei delfini ad Oltremare, l’Amministratore Delegato avrebbe detto che è “certo che muoiono i delfini, muoiono le persone, ne sono morti due, tre mi sembra”.

Ovviamente GeaPress è disponibile a pubblicare una replica del delfinario sul quale forse un momento di nervosismo potrebbe essere stato accentuato dalle perdite della struttura che, probabilmente, si rifletterebbero sui recenti annunciati avvicendamenti all’interno dell’assetto societario della holding di costruttori che ha rilevato pochi anni addietro la struttura romagnola.

GeaPress rileva comunque che il delfinario di Riccione è l’unico ad avere criticato, in solitaria compagnia con il Giappone, un documentario eccezionale, diretto da un ex addestratore di delfini, Richard O’Berry, che ha deciso di smetterla con i circhi d’acqua e dedicarsi alla salvaguardia dei cetacei. Un documentario, accolto dagli applausi del pubblico, che onora la rassegna dedicata ad Ilaria Alpi. (GEAPRESS).