Nuove morti nel Parco divertimenti di Sea World di Orlando in Florida. Lo scorso febbraio il parco divertimenti di Orlando era infatti rimbalzato agli onori della cronaca per la morte di un’ addestratrice, trascinata in acqua ed uccisa da Tillikum, maschio di orca di trenta anni che aveva già ucciso un’altra volta in un delfinario canadese prima di essere venduto al Sea World. Tillikum è in effetti il riproduttore della cattività del parco statunitense e ieri una delle fattrici del Sea World, Taima di 20 anni, è morta insieme al suo piccolo durante il parto.

La gestione degli animali di un parco divertimenti, secondo GeaPress, non può che avvenire secondo ritmi intensi di sessioni di addestramento all’interno di spazi inevitabilmente molto ristretti. Un’Orca in natura si sposta in spazi enormi. Dalle fredde acqua polari fino a latitudini tropicali.

Nelle gabbie di vetro della cattività acquatica, un’Orca è continuamente sottoposta a molteplici sollecitazioni innaturali che non possono non interferire con il suo benessere.

La gestione delle riproduzioni, la separazione precoce del cucciolo dalla propria madre e la disgregazione di ogni rapporto sociale, sono i più noti e tristi esempi imposti dall’industria della cattività.

Purtroppo la riproduzione di questi animali nei circhi d’acqua è molto diffusa. Pochi giorni addietro, nel delfinario di Oltremare di Riccione è nato l’ennesimo cucciolo. Il delfinario questa volta ha precisato che la mortalità è molto alta, mentre fino a poco tempo addietro non diffondeva più le notizie relative alle nascite fin quando, ad un anno dalla morte, ha dovuto comunicare i precoci decessi.