GEAPRESS – Un’informale annuncio della Direzione di Gardaland avrebbe ipotizzato la chiusura del  tanto criticato delfinario.  Addirittura è stata messa in gioco l’etica e finanche riesumati incresciosi incidenti della passata gestione.

Dietro questo buonismo però potrebbe esserci una motivazione molto meno romantica. Gardaland, infatti, è stata acquistata di recente dal gruppo inglese della Merlin specializzato nel divertimento di massa e nella cattività acquatica. La Merlin  non gestisce delfinari; se li è ritrovati a complemento dei suoi acquisti in giro per il mondo.  La specializzazione della Merlin, spesso criticata dagli animalisti del suo paese, sono gli squali, le razze, le tartarughe poste da condimento a scenografie da pirati dei caraibi con tanto di teschi da mostrare in fondo al finto mare. Il tutto costruito per uno dei più grandi processi di capitalizzazione oggi sfruttato dall’industria della cattività: gli zoo d’acqua.

I grandi zoo d’acqua della Merlin costituiscono la catena dei Sea Life ed è stata già annunciata l’apertura di un altro a Jesolo (VE), mentre un terzo fece capolino nei desideri degli inglesi. Si tratterebbe dell’ipotizzato acquario  di Roma.

Nessuno sa quanti animali  muoiono negli stanzoni rivestiti di vetroresina. L’etica dell’acquario sembra quasi prevedere una sorta  di dono dell’immortalità. Gli acquari della Merlin, secondo uno schema della nuova cattività molto diffuso nel mondo, sono spesso attraversati da tunnel per i visitatori paganti. L’ebbrezza di un grosso squalo che nuota a pochi centimetri dalla testa ripaga abbondantemente il visitatore. In fondo è lo stesso principio della fiera esotica del vecchio zoo coloniale, ormai caduto in disuso.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati