GEAPRESS – Nella sequenza fotografica riportata in fotogallery, sono illustrati i momenti della caduta di Tiffany, la cavalla morta sabato pomeriggio con un tubulare metallico infilzato nel petto, durante le batterie del Palio di Ronciglione (VT).

Correvano in tutto sei cavalli e quando Tiffany è entrata in Piazza della Nave era quarta. Sembra, dalla prima fotografia, che il cavallo non abbia sbattuto contro alcuna transenna e che si trovasse già allineato per il rettilineo. La seconda fotografia, invece, mostra il cavallo una quarantina di metri dopo. Così come nella terza foto, Tiffany arriva alta sulla transenna. Sembra, perciò, che possa essere scivolata poco prima, verosimilmente a causa del pavimento non coperto e pure bagnato dalla pioggia. Nel primo video, girato sempre il 5 marzo, si vede del resto la facilità con la quale i cavalli scivolano.

La quarta fotografia mostra il cavallo che rompe con un urto laterale la transenna. Chiaro segno che è andato a sbattervi violentemente come volandovi sopra, ma di lato. Il cavallo, cioè, era già in fase di caduta.
Seguono i momenti tragici dell’incidente e della morte.

Nel primo video è illustrato l’intero filmato dell’incidente occorso a Tiffany. Nel secondo, invece, si vede la caduta di altri due cavalli (incidente di poco antecedente quello mortale). Le emozioni delle persone, il pianto di una signora ma anche l’impotenza del nostro paese che non riesce ad imporsi nel bloccare con una legge valida un Palio già fortemente criticato proprio per gli incidenti.

IL CASO LEGALE ED I PALII PROTETTI DALLA LEGGE

E’ bastato un ricorso al TAR (vedi articolo GeaPress) per bloccare il diniego che il Ministero della Salute aveva rilasciato per non fare svolgere la corsa.
L’Ordinanza, però, non è stata invalidata dal TAR, bensì è stato annullato il diniego alla corsa. Il TAR, però, si era basato su pareri medico veterinari a suo tempo richiesti dalla Regione Lazio.

La legge contro i maltrattamenti sugli animali (189/04) prevede incredibilmente che i reati-delitti introdotti nel Codice Penale (spettacoli o manifestazioni vietati – art. 544/quarter, maltrattamento – art. 544/ter, uccisione di animali – art. 544/bis C.P., ed il quinquies del quale poco sotto accenneremo) si applicano solo nel caso di condotte dolose. Ovvero occorre la volontà di maltrattare o uccidere e non, ad esempio, negligenza o inavvertenza. Secondo l’Associazione Italian Horse Protection risulta però che il Ministero della Salute abbia, pochi giorni prima della corsa, invitato il Comune ad evitare i fattori critici del percorso, tra cui, ovviamente, il manto stradale privo di protezione. Bene che vada, perciò, si aprirà una disquisizione giuridica per capire se possono essere contestate forme particolari di dolo, ovvero nel caso in cui il Comune di Ronciglione non potesse non sapere della pericolosità del tracciato.

Come se ciò non bastasse l’art. 544/quinquies della stessa legge sui maltrattamenti prevede che possano essere puniti chi promuove, organizza o dirige competizioni con animali se, però, non autorizzate. Ovviamente non è il caso di Ronciglione. Non è vero, come qualcuno ha detto, che trattasi di un reato specifico a fenomeni illegali. E’ infatti rubricato come “divieto di combattimenti tra animali”, ed in Italia alcuni combattimenti (con tanto di arene) sono legali grazie a questa legge, come nel caso delle mucche e capre valdostane.

L’aspetto più preoccupante, però, è contenuto nell’art. 3 della legge contro i maltrattamenti, ovvero quando il legislatore ha previsto che tutti questi reati non si applicano comunque per tutte quelle “manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente”. Sarà un caso, ma dopo il pronunciamento del TAR, i Consiglieri della Regione Lazio Rodolfo Gigli (UDC), Francesco Battistoni (PDL) e Giuseppe Parroncini (PD) (vedi articolo GeaPress), hanno annunciato una proposta specifica proprio per il Palio di Ronciglione. Paradossalmente la stessa Ordinanza del Ministero della Salute voluta dal Sottosegretario Francesca Martini, in base alla quale era stato espresso il diniego alla corsa di Ronciglione poi invalidato dal TAR, è impostata a difesa delle tradizioni, fornendo perciò un utile riferimento per la disapplicazione delle legge contro i maltrattamenti di animali.

Perché meravigliarsi allora se alcuni Palii vogliono essere riconosciuti come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, quando già la legge italiana, proprio quella tanto osannata contro i maltrattamenti, li tutela?
Intanto oggi, martedì grasso, ultimo dei sette giorni grassi, la finale del Palio non si correrà. Da domani sono le ceneri. Inizia la Quaresima e molte persone, notoriamente, si recano in chiesa a confessarsi.

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.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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