stefano fuccelli
GEAPRESS – Violazioni al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e violazione dell’art. 674 e 110 del Codice Penale. Tutte a carico di Stefano Fuccelli (nella foto),  presidente del Partito Animalista Europeo, a seguito della manifestazione anti “rodeo” dello scorso 28 luglio a Tolfa (vedi articolo GeaPress ). Le nuove denunce fanno seguito a quanto anticipato ieri da GeaPress (vedi articolo GeaPress) in merito anche ai problemi che sarebbero sorti sulla nuova manifestazione animalista già comunicata, ma non ancora oggetto di intervento della Questura, il prossimo 15 agosto a Tolfa.

Le rilevanze penali riguardano ora il “getto pericoloso di cose”, ovvero, secondo l’art. 674 C.P. “chiunque getta o versa in un luogo di pubblico transito …. cose atte a offendere o imbrattare o molestare  persone ...”. Queste, tra le varie condotte considerate dal reato, quelle che parrebbero essere state contestate a Fuccelli che stamani è stato convocato dall’autorità di polizia a seguito dei fatti del 28 luglio scorso. Fuccelli si è dichiarato estraneo e comunque esclude che nei confronti di spettatori o altre persone coinvolte nel “rodeo” siano stati messi in atto comportamenti che potrebbero aver violato la legge. All’art. 674 si aggiunge però la contestazione dell’art. 110 del Codice Penale, ovvero il concorso di più persone nel medesimo reato. Ricordiamo che il concorso si applica quando la contestazione è relativa ai reati di contravvenzione, quale è il 674.

Gli animalisti, però, sembrano confermare i loro intenti, rincarando la dose con altre denunce. Secondo un comunicato diffuso dal PAE questo pomeriggio,  all’attivista animalista che ha denunciato una aggressione nel corso della manifestazione del 28 luglio sarebbero stati refertati oltre venti giorni di prognosi.

Il comunicato fa intendere che l’aggressione sia stata voluta. “Aggressione compiuta con crudeltà e senza necessità“, riferisce il PAE. L’attivista, secondo, la ricostruzione fornita dagli animalisti,  intendeva raggiungere i vitellini con l’intento di evitare che fossero utilizzati per quello che viene definito un “inutile spettacolo“. In particolare quanto viene accusato è un pugno all’addome. Ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Civitavecchia ha continuato le osservazioni cliniche nell’ospedale di Lucca. La donna intende ora sporgere denuncia contro i presunti aggressori che sarebbe pure in grado di riconoscere.

Del fatto si occuperà  la Magistratura ma il PAE, nel frattempo, conferma la manifestazione del 15 indetta in occasione del torneo regionale dei butteri. Anzi proprio il 15  agosto sarà presente la stessa attivista che cercherà di riconoscere i presunti aggressori  e procedere all’identificazione formale. La denuncia querela presentata dalla donna avanzerà parallelamente a quella d’ufficio visti gli elevati giorni di prognosi, mentre è stata annunciata la costituzione di Parte Civile nel processo che nel caso sarà intentato.

Probabile a questo punto che i presunti aggressori il 15 agosto potrebbero non esserci anche se il PAE assicura di avere filmato il tutto. La richiesta è ora rivolta al Prefetto di Roma. Considerati i seri e probabili rischi per l’incolumità pubblica delle persone, riferisce il comunicato del PAE, la finale calendarizzata il 15 agosto, andrebbe vietata.

Sulla vicenda, ieri, si è aggiunto un nuovo spiacevole episodio. Il PAE sarebbe venuto in possesso di quanto pubblicato nell’account facebook di un militare presente alla manifestazione del 28 luglio. Inneggiamenti ad hitler ed al duce, poi un tremendo riferimento ai forni crematoi. Tutto comunicato al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri oltre che ad essere portato a conoscenza della comunità ebraica di Roma.

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