GEAPRESS – Javea e Dénia, più o meno a metà strada da Valencia ed Alicante, in Spagna. Una delle tante feste con animali che si svolgono in Spagna. Festa con tori ma anche giovani femmine. Una corrida che coinvolge centinaia di persone. L’arena include alcune installazioni dove le persone si possono rifugiare dagli attacchi del toro. Un lato del circo, però, è libero. Confina direttamente con il mare. L’arena, infatti, non a caso viene costruita e smontata ogni anno nel molo del locale porto.

Le persone inseguite dal povero animale, si tuffano in mare e il momento culmine della manifestazione si raggiunge quando il toro si tuffa in mare. Un salto di circa due metri ed un barchino per recuperalo. Nella scorsa edizione, svoltasi pochi giorni addietro, qualcosa è andato storto. I due addetti nel barchino, tentano più volte di legare una corda alle corna dell’animale. Non è chiaro se per un malessere o per l’impreparazione dei due, ma il toro, una volto legato, inizia ad avere difficoltà. Il muso e sempre più sotto il pelo dell’acqua. Sta di fatto che trainato in tal maniera a riva, giungerà già inerme. Muore sotto gli occhi di migliaia di persone, verosimilmente annegato. Una fila di signore e bambini comodamente seduti in grandi salvagente colorati, ha accompagnato il tragitto del barchino con il toro forse già morto.

La festa del “Bois a la Mar” è riconosciuta come Festa di Interesse Turistico Nazionale. Tra le prerogative quella di non concludersi con la morte dell’animale, salvo imprevisti. Un po’ come accade nei palii italiani.

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