corrida
GEAPRESS – La Commissione Cultura della Camera dei Deputati spagnola ha votato ieri  la proposta che vorrebbe la corrida patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO. Ventiquattro i voti favorevoli, sei i contrari e quattordici gli astenuti.

Dopo l’approvazione, l’iter parlamentare prosegue non senza polemiche. Ad essere criticato, oltre all’appoggio del partito di governo è anche l’atteggiamento ambiguo dei socialisti.   La proposta ha inoltre ricevuto aspre critiche a causa dei nazionalismi catalani e baschi in particolare, mentre i deputati di Izquierda Plural, un raggruppamento di vari partiti della sinistra, hanno apertamente criticato le sofferenze alle quali sono sottoposti i tori.

Il Partito Socialista  ha richiamato il rispetto delle regole e la difesa delle prerogative regionali (in Catalogna le corride sono vietate), mentre a totale favore è il Partito Popolare.  Da rilevare, a tal proposito, come la proposta iniziale era più rispettosa delle decisioni delle singole regioni autonome. Veniva in sostanza valorizzato l’aspetto culturale della corrida,  ma senza prevaricare le decisioni regionali. Ed invece, proprio grazie all’azione del Partito Popolare si è sceglierà di chiedere all’UNESCO la proclamazione della corrida quale patrimonio immateriale dell’umanità. Un aspetto questo, che ha rinfocolato i nazionalismi, soprattutto quello catalano.

Presso la Commissione Cultura c’era stato un tentativo governativo, del quale si era fatto portavoce il Ministro della Cultura, di mediare un testo  più rappresentativo delle forze politiche.

Durissimo il commento del Partito Animalista spagnolo che in Spagna riesce a raggruppare considerevoli consensi recentemente manifestati a Madrid proprio in occasione di una manifestazione anti corrida alla quale hanno partecipato 15.000 persone. Secondo gli animalisti,  l’iniziativa legislativa popolare ( ILP ) è un colpo basso della sempre più in crisi industria della corrida. E’ questa ad avere vinto in Commissione Cultura, grazie alla volontà del Partito Popolare e all’astensione dei Socialisti.

Il testo modificato riconoscerebbe, infatti, la corrida come patrimonio immateriale, oltre che attività economica e commerciale di evidente importanza. Di fatto, riporta sempre il Testo di legge, la corrida è “uno dei principali settori economici” della Spagna.

L’obiettivo finale sarebbe invece quello di fornire al Governo gli strumenti per emanare un Piano nazionale con misure di promozione e protezione della corrida oltre che snellire le procedure per includere questo “spettacolo” nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Per il Partito Animalista spagnolo, la reale condivisione degli spagnoli nei confronti della corrida, sarebbe però ben altra. Il numero delle corride avrebbe infatti subito un declino costante ormai da più di dieci anni. Tra il 2007 e il 2012, il calo complessivo sarebbe stato del 40 % .

Un fenomeno che ha già indotto alla chiusura molti allevamenti di tori, mentre non pochi Comuni avrebbero  abolito i loro “spettacoli” per mancanza di fondi.

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