corrida
GEAPRESS – Per gli animalisti è il segnale che la corrida è ormai in difficoltà. Non si spiega altrimenti del perché il Senato spagnolo ha dovuto oggi affermare, grazie ad una proposta dei popolari, che trattasi di Patrimonio  Culturale Immateriale. Una ferita a morte per una dichiarazione che appare simbolica.

Sarà, ma in una società che va avanti anche per spot, la votazione oggi approvata al Senato è un preludio al riconoscimento dell’UNESCO. Lo è già la falconeria mentre i circensi sembrano farsi strada. Un bollino di prestigio, forse un po’ avvilito, ma che può essere speso molto bene.

L’approvazione del Senato non ha però valore retroattivo. E’ fatto salvo, dunque, il divieto per questi spettacoli già esistente in Catalogna. In molti, infatti, avevano interpretato l’imposizione di legge, come un tentativo di ribadire l’identità nazionale spagnola su quella catalana.

Di certo, per le altre ragioni ove si pratica, sarà ora più difficile ottenere la sospensione di uno spettacolo recentemente accusato di godere finanche dei contributi europei per gli allevamenti di tori. Ben 109 milioni di euro ed ora l’approvazione del Senato avvenuta grazie all’appoggio del Partito Popolare.

In Senato hanno votato a favore in 144. Ventisei i contrari e cinquantaquattro gli astenuti. Dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, la legge sarà applicata a tutto il territorio spagnolo.

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