GEAPRESS – Il Ministero dell’Interno spagnolo comunica che  nel 2009 sono state effettuate 1.848 corride e 4.889 manifestazioni (le chiamano così – sic!)  con tori,   per un totale di 6.737 “eventi” che hanno visto il “coinvolgimento di   10.247 tori, tutti uccisi.

Le corride:
Castilla La Mancia: 376 – Andalusia: 363 – Castilla e Leòn: 327 – Madrid: 284 – Estremadura: 139 – Comunità Valenziana: 72 – Aragona: 63 – Mursia: 47 – Navarra. 44 –  Paesi Baschi: 38 – La Rioja: 35 – Catalogna: 20 – Cantabria: 18 – Galizia: 8 – Asturia: 6 – Baleari: 6 – Melilla:2

I dati ministeriali evidenziano una riduzione delle corride rispetto al 2008  ed al 2007, 16,88% in meno rispetto al 2008 e 29,52% in meno rispetto al 2007. In Spagna sono registrati 8.301 toreri professionisti e ci sono 44 scuole taurine.

Torero. Macellaio vestito da canzonettista – Pitigrilli, Dizionario antiballistico, 1953.
Grazie alla Catalogna per aver abolito la corrida, ma la strada è ancora tutta in salita!

Le pressioni animaliste oltre che sulla Spagna vanno fatte anche in sede UE; infatti il Protocollo 33 del Trattato Amsterdam esclude la competenza UE sul divieto di organizzare corride. Inoltre, la UE  continua da elargire i sussidi agli allevatori di tori da corrida.
Va ricordato, poi,  che il 90% delle corride è finanziato con denaro pubblico, lo stesso vale per le scuole di tauromachia. Il giro d’affari frutta  oltre 300milioni di euro l’anno.

Raramente nella corrida vince il toro. Gli manca lo stimolo economico. Stanislaw Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957.

(GEAPRESS – Riproduzione riservata senza citare la fonte).