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GEAPRESS – Contrariamente a quello che può sembrare la “festa” è più conosciuta all’estero a causa delle critiche che annualmente solleva, che non in Spagna. La cosa certa è che ogni 17  gennaio nel paese di San Bartolomé de Pinares una ventina di cavalieri attraversano un falò ardente. Nel piccolo comune della comunità di Castiglia e Leon si festeggia così Sant’Antonio Abate.

La manifestazione, vecchia di quasi 500 anni, avrebbe come scopo quello di “purificare” i cavalli che però, una volta benedetti da un prete, devono passare “immergendosi” tra le vampe. Una ventina in tutto, per una festa che si svolte in un piccolo comune di meno di 1000 abitanti  che stenta, secondo gli animalisti, a far conoscere la sua stessa tradizione. Un paese, la Spagna, dove purtroppo sono ancora molto diffuse le manifestazioni a sfondo religioso con uso di animali.

Quest’anno, nel corso dell’edizione svoltasi domenica scorsa, si è alzata la voce di protesta del PACMA, il Partito Animalista spagnolo che rappresenta ormai un forza consolidata specie in alcune regioni della Spagna. Il principale sforzo è quello della sensibilizzazione; un’esigenza, riferisce il Partito, di rispetto per gli animali. Tradizioni che si possono continuare a mantenere senza costringere un cavallo tra i carboni ardenti.

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