Siena: per l’anno prossimo corteo animalista
GEAPRESS – Ormai è una vera e proprio emorragia. Via dalle norme di legge che sebbene blande e sostanzialmente inefficaci, qualcosa in tema di palii e feste con uso di animali potrebbero dire. L’ultima novità arriva da Butera (CL) dove il Sindaco ha annunciato che il gioco dell’oca (vedi articolo GeaPress) dovrà essere considerato nell’elenco delle manifestazioni culturali della Regione siciliana.
Un vero e proprio ingorgo di manifestazioni che stanno utilizzando una delle tante falle previste dalla legge contro il maltrattamento degli animali 189/04. Se, infatti, uno di questi giochi è inserito nell’appostio albo delle regioni, la legge contro i maltrattamenti non si applica. A dirlo è …. la legge contro i maltrattamenti!
L’art. 3 della 189 ha, infatti, previsto un articolo del codice penale che prevede, tra le altre deficienze, come i reati (tra cui maltrattamento ed uccisione di animali) “non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente“.
Il Veneto si è così protetto il Palio di Feltre (BL) (vedi articolo GeaPress) . Nel Lazio, l’apposito albo è stato previsto per legge recentemente approvata, proprio a proposito del Palio di Ronciglione (VT) (vedi articolo GeaPress). In Toscana per le varie giostre e palii di cavalli, tra cui i famosi di Siena e Pistoia. Poi la Sicilia con il palio di Piazza Armerina ed ora il gioco dell’oca sgozzata di Butera (CL). In Sardegna se ne è parlato per la Sartiglia di Oristano (vedi articolo GeaPress) e la tremenda corsa dell’Ardia di Sedilo (vedi articolo GeaPress).
Tutte intoccabili, da lasciare illibatissime per la memoria dei prossimi cavalli azzoppati o defunti in corsa. Ora gli incidenti occorsi, proprio ieri, a Siena (vedi articolo GeaPress) . Ed i cavalli che fine hanno fatto? Uno aveva i crampi, l’altro una semplice contusione, un’altro ancora … niente! Come doveva essere anche per il cavallo della Giostra dell’Orso di Pistoia. Sta benissimo, dicevano i responsabili, ma poi il Presidente della Commissione Ambiente del Comune, ha scoperto che in effetti era stato abbattuto da giorni (vedi articolo GeaPress).
Ed allora che si fa? A proposito dei recenti incidenti di Siena, Stefano Fucelli, Presidente del Partito Animalista Europeo annuncia che alla prossima edizione del Palio vi sarà un corteo animalista. Questo perchè, dice Fucelli, “i nostri cortei hanno prodotto eccellenti risultati in breve tempo – ha aggiunto Fuccelli – mi riferisco, solo per citare i casi degli ultimi quindici giorni, a Bassiano (LT) , Calatafimi (TP) e Butera (CL) dove tradizioni secolari sono state modificate dal divieto di utilizzo di animali imposto dall’Autorità. Provvedimento assunto al fine di evitare il rischio di disordini tra gli animalisti ed i sostenitori delle sagre. Certo il Palio di Siena rappresenta l’emblema delle manifestazioni storico-culturali, ma ci stiamo organizzando sin da adesso per un epico corteo”.
Domani mattina presso gli uffici della Questura Fuccelli ed Enrico Rizzi, quest’ultimo Coordinatore del PAE, consegneranno la richiesta di autorizzazione al corteo animalista per il prossimo Palio di Siena del 2 luglio 2012. Secondo Enrico Rizzi sarebbero già pervenute le prime 250 adesioni.
Certo che se una festa dove sono morti animali, viene vietata solo per motivi di ordine pubblico, non è una bella cosa. Anzi, si può discutere se questa sia la strada maestra, ma quello che è incontrovertibile è che la legge sui maltrattamenti degli animali esclude la sua applicabilità per queste manifestazioni. Certo che l’idea di un corteo animalista a Siena, sa veramente di epico.
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non ho mai visto un animalista in pubblico a Siena, non ho mai visto un gazebo di raccolta firme, nulla di nulla. E’ ovvio che il 2 luglio non possono darvi l’autorizzazione per motivi di ordine pubblico ma avete altri 364 giorni per venire e dire in pubblico le vostre opinioni, il comitato di accoglienza non mancherà.
grazie Filmic per i tuoi utili aggiornamenti, hai visto, ora questi scienziati attaccano anche un mito dello sport come la Pellegrini….non sarà che questi signori vogliono farsi della pubblicità gratuita attaccando tutto ciò che in Italia ha successo?
un saluto al mitico Poldino di Siena
Nicola, la tua risposta e quella di orlando fanno capire perché è inutile rispondere a domande come quelle di pinco pallino. Perché qualunque risposta vi si dia non vi andrà mai bene: se un animalista vi risponde che considera le zanzare al pari dei cavalli, arriva l’orlando di turno a dire in sostanza che è da fuori di testa considerare certi animali sullo stesso piano di altri; se lo stesso animalista vi risponde invece che per certe ragioni contingenti purtroppo non tutti gli animali possono essere trattati allo stesso modo, arriva il nicola di turno e lo taccia di rigirare la frittata e quindi di sostanziale incoerenza.
Tra parentesi, non mi pare che Rossella d abbia detto che ammazza zanzare a tutto spiano, ma ha solo cercato di spiegarti perché è pretestuoso chiedere come mai quando passa la disinfestazione zanzare gli animalisti non si precipitano in strada a fermarla.
Parli di amore filiale dei senesi verso il cavallo, paragonato appunto all’amore verso un figlio; solo che in piazza ci corrono e ci crepano i cavalli, non i vostri figli! Manderesti tuo figlio, a prescindere dalla sua volontà, a partecipare ad un evento dove altri bambini prima di lui ci hanno rimesso la vita nemmeno troppo di rado? Cosa penseresti davanti a chi obbliga il proprio figlio a partecipare a simili competizioni, e poi ti dicesse, serafico, quanto ama suo figlio; e cosa penseresti se addirittura aggiungesse che se suo figlio morisse in una delle competizioni a cui lo obbliga a partecipare, lui (il padre) ne soffrirebbe e piangerebbe? Probabilmente ci sarebbero gli estremi legali per togliere a codesto padre la patria potestà!
Conta poco che la gente pianga in piazza quando i cavalli si infortunano o muoiono, se poi quella stessa gente continua imperterrita a mandarceli in piazza. Sono solo lacrime da coccodrillo. Se teneste davvero ai cavalli come a figli non li fareste partecipare ad eventi dove rischiano la vita (l’ultima vittima risale appena al 1° di luglio), solo per soddisfare il vostro spirito competitivo mascherato da tradizione. Tutto il resto sono chiacchiere.
è stato deciso di utilizzare anche il santimanio per la costruzione dei nuovi cap, cos’altro dovrebbero fare per la sicurezza?
non sono d’accordo invece sul nuovo canape in posterdati, molto meglio quello degli anni 90 in fibra di sgoga
PER MARTA… Ciao Marta, non manderei mio figlio a rischiare la vita, ma partiamo dall’ inizio: Io amo gli animali, soffro quando li vedo in difficoltà, e cerco sempre se è possibile di non ucciderli mai, comprese pure le cimici che mi entrano dalla finestra, e mi arrabbio pure se dei bambini danno noia alle lumache; non sono però d’accordo sul fatto di vivere quast’attenzione sugli animali in modo fanatico ed ossessivo come se dovesse essere una missione di vita, in natura c’è la legge del più forte, certo con questo non dico che con la nostra intelligenza bisogni fare con le bestie ciò che vogliamo, ma gli animali sono sempre stati per l’uomo una vera e propria risorsa, li abbiamo sempre utilizzati x darci una mano nei lavori pesanti, li abbiamo sempre allevati per poter prendere il loro latte, il loro miele le loro uova, il loro veleno ecc.. li abbiamo sempre allevati per ucciderli iniettando loro malattie per poi studiarli e poter creare importanti medicine che nella storia hanno salvato la vita a miliardi di persone, alcune volte vengono pure utilizzati per la curiosità e la cultura delle persone, come possono essere gli zoo, ed altra volte a scopo di lucro per sport o manifestazioni che comunque faccino divertire milioni di persone in tutto il mondo. Il cavallo è uno di questi, madre natura lo ha creato per correre, a Siena abbiamo dei protocolli rigidissimi di selezione e addestramento di essi, non vengono mai buttati allo sbaraglio ne fatti morire o ferire intenzionalmente, tutto questo è calcolato per cercare di garantire loro la massima sicurezza, se venissero vietati questi sport, o queste manifestazioni, credo proprio che il cavallo non verrebbe più allevato ne fatto riprodurre più di tanto(anche perchè costoso), e diventerebbe nel giro di poco una di quelle razze in via di estinzione.. Io voglio bene agli animali, ma alle persone che vivono questa ossessione in modo fanatico voglio però chiedere, siete tutti vegetariani? usate tutti medicinali omeopatici? Ed infine siete sicuri che questo amore morboso che avete verso il nobile regno degli animali sia sempre ricambiato oppure non è sempre corrisposto? Avete mai provato a chiudervi in una stanza a mani nude con un leone, oppure con una tigre(e potrei dirtene molti altri) magari affamati per poter così verificare se loro hanno lo stesso rispetto per voi???
@Filmic
E’ il percorso!!!!! Puoi imbottirlo finchè vuoi (e ci mancherebbe non venisse fatto) ma su quella strada i cavalli cadranno sempre, sempre.
E’ come per gli incidenti stradali, puoi mettere 3000 airbag, 100 cinture di sicurezza, 80 caschi, puoi imbottire ogni muro e ogni palo ma si tratta sempre e cmq di misure atte a contenere il danno in caso di incidente e non ad evitare l’incidente.
guarda che forse non ci siamo capiti; chi ti parla è stato barbaresco di una contrada dal 91′ al 95′ e chi meglio di me, che ha vissuto la festa dal più interno, può sapere quanto venga accudito e preparato un cavallo per il Palio?
Questi signori che aprono bocca e sparano castronerie sul Palio non meritano la benchè minima attenzione
Nicola se non mandereste i vostri figli a rischiare al vita, ma ci mandate i vostri cavalli, significa che tutto quell’amore filiale di cui parlate (coi cavalli trattati da membri della famiglia, che bevono in ciotole dorate) è una semplice baggianata, che tuttavia ciascuno di voi continua a volerci rifilare: perché è proprio quel che fate, ovvero il fatto che obblighiate i cavalli a prendere parte ad una gara dove spesso si feriscono o addirittura muoiono, a smentirvi. Chi ama e rispetta qualcuno non gli fa fare un’attività che all’atto pratico poi si rivela pericolosa.
Quanto al rapporto uomo-animale quello che descrivi è un rapporto strumentale: animali sfruttati per procurare un vantaggio a senso unico all’uomo, asserviti come strumenti appunto. Dalla tua descrizione si evince che ci comportiamo alla stregua di parassiti che sfruttano per il proprio esclusivo tornaconto quasi tutte altre specie. E arrivi a buttarci in mezzo anche alcune delle vergogne contro cui chi ama gli animali si batte da decenni: vivisezione, zoo, circhi, lucro. Che senso può avere dire “soffro quando vedo animali in difficoltà” se poi implicitamente avalli tutte queste cose?
Non ci venire a raccontare dei protocolli rigidissimi del palio, perché i protocolli sono sempre rigidissimi anche in tantissime altre attività umane (in tutti gli sport, nella sicurezza sul posto di lavoro, nelle norme di rispetto ambientale… gli esempi potrebbero essere migliaia…) eppure vengono aggirati quotidianamente: non è certo la rigidità del protocollo a garantirne il rispetto, al palio come altrove. E quanto alla sicurezza, il fatto che i cavalli continuano a ferirsi e a morire al palio, anno dopo anno, dimostra che la ‘sicurezza’ è solo una chimera. E poiché il palio non è un’attività necessaria, ma è appunto una tradizione, far pagare il prezzo delle vostre ‘chimere’ ad altri esseri viventi (i cavalli) è altamente discutibile.
Affermi che se i cavalli non potessero essere più utilizzati nello sport o nei pali, si estinguerebbero: bene questo sancisce appunto che l’affetto che quelli come te provano verso i cavalli non è rivolto all’animale in sé in quanto essere vivente senziente, bensì è puramente strumentale all’uso che di quell’animale ne volete fare.
Io non so se tutti quelli contro il palio sono anche vegetariani, ma non è questo il punto, perché questo sarebbe un confronto tra mele e cavoli: da una parte c’è un metodo di alimentazione che, pur se fortemente discutibile, non viene attuato per sport ma per esigenze alimentari; dall’altro invece c’è un’attività sportiva che non ha alcun altro scopo se non soddisfare delle semplici esigenze competitive umane, facendone però pagare il prezzo ai cavalli. Chiami “ossessionati in modo fanatico” chi cerca con tutte le sue forze di rispettare altri esseri viventi pienamente senzienti, ivi compresi quelli sfruttati nel palio: eppure dai commenti di molti contradaioli che sono apparsi qui, è sotto gli occhi di tutti chi siano davvero gli ossessionati, i fanatici e i morbosi.
Infine, sul leone e l’uomo (affamati) chiusi in una stanza… la tua provocazione è talmente puerile che non meriterebbe nemmeno risposta, anche perché se ne potrebbero dare un milione visto appunto la puerilità dell’argomentazione. Ma qualche sassolino me lo tolgo e ti do alcuni spunti di riflessione: quasi certamente anche chiudendo due uomini affamati in una stanza, finirebbero per scannarsi… e quindi? Oppure: quante volte nella tua vita, o nella vita di qualcuno che conosci, è capitato di ritrovarsi chiusi in una stanza con un leone affamato? O ancora: se un leone affamato chiuso in una stanza con un uomo, divorasse l’uomo, questo dovrebbe forse implicare che per tutta risposta gli uomini dovrebbero sterminare i leoni; o far partecipare i cavalli ai pali; o più in generale smettere di rispettare gli animali perché in stato di necessità (!) essi ci divorerebbero?
ma poi dico io, con tutti i problemi che abbiamo oggi ci stiamo a preoccupare di cavalli che fanno quello che sono nati per fare e cioè correre….
basta con questi sterili attacchi al Palio, con quanti problemi ci sono nella vita di oggi insistete ancora ad attaccare il Palio, ma non avete altro da fare nella vita?
@Nicola
L’uomo ha sempre usato gli animali perchè, soprattutto in passato, ne aveva bisogno. Eravamo una specie debole, la nostra forza risiedeva unicamente nella capacità organizzativa. La necessità porta a scelte dure e crudeli. Ci siamo evoluti sfruttando gli animali, è vero, ma ci siamo evoluti anche sfruttando i nostri simili, tuttavia scommetto che questo secondo costume non lo giustificheresti con altrettanta facilità. I nostri antenati si sono riprodotti anche attraverso stupri ed incesti, i neonati che non potevano venir sfamati con la caccia durante i rigidi inverni della preistoria venivano lasciati morire, se avevamo bisogno di qualcosa (acqua, legno, materie prime varie) invadevamo, saccheggiavamo e uccidevamo chi ostacolava il nostro interesse. L’uomo è un animale molto debole e sciocco ed in quanto tale ha sempre vissuto in maniera piuttosto parassitaria ma questo non significa che debba farlo sempre e comunque. Io non ho una visione tutta rose e fiori della natura, per nulla proprio, ma sono convinta che se possediamo la capacità di interrogarci sul valore morale delle nostre azioni è perchè questa capacità è uno strumento necessario per imparare a relazionarci al mondo. Il leone non ne ha bisogno perchè uccide ubbidendo a bisogni precisi e circoscritti nel tempo, l’uomo uccide e sfrutta ben oltre il suo bisogno, addirittura arriva a farlo per noia.
Per noia ha estinto intere specie. Per noia tortura. Per noia butta sassi dai cavalcavia. Quindi l’uomo DEVE preoccuparsi o OCCUPARSI delle conseguenze delle proprie azioni verso gli altri esseri viventi. Il lusso di poter vivere come capita, illudendoci che qualsiasi cosa si faccia in fondo vada bene, in fondo obbedisca ad un andazzo naturale noi non possiamo permettercelo.
Noi dobbiamo riflettere sempre,e riflettere significa fare delle distinzioni la prima e fondamentale, riguarda l’esercizio del potere di vita e di morte che, giusto o no, ci ritroviamo ad avere sulle altre specie. Se alcune questioni sono spinose e complesse e di sicuro di non veloce risoluzione, lo stesso non può dirsi di un palio, di una corrida, di una pelliccia, di una sagra etc. Mettere tutto sullo stesso piano è una forma di nichilismo furbastra e strumentale.
Se stessi morendo e mi dicessero di scegliere tra la mia vita e quella i una scimmia, sceglierei di salvare me stessa anche se non a cuor leggero (idem se dovessi scegliere tra me e il signor Rossi), se mi proponessero di sacrificare la stessa scimmia per una festa, per rallegrare una banda di paesani, per ricavarne un addobbo, per tradizione, molto semplicemente sputerei in faccia a chi me lo propone!
Quando noi parliamo di alimentazione e ricerca parliamo di due cose che sono vitali, vitali. Gli animalisti (intelligenti) non mettono in discussione nè la necessità di nutrirsi nè quella di curarsi, come pure non mettono in discussione il diritto di una specie di fare entrambe le cose. Quello che mettono in discussione è il MODO in cui si sceglie di fare queste due cose normali, ovvie e necessarie.
Probabilmente il movimento animalista non sarebbe mai nato se l’uomo non si fosse spinto troppo oltre, se non avesse basato la sua intera economia sul massacro delle altre specie. Allo stesso modo forse non sarebbe nato neppure il movimento femminista, o quello contro le discriminazioni razionali.
Quelle che per qualcuno sembrano esagerazioni sono le naturali conseguenze di comportamenti sproporzionati. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Prima di sconvolgerci delle scelte di vita altrui dovremmo ricordarci questa elementare regoletta di fisica.
Detto ciò… mi sento quasi ridicola a tirar fuori tutti questi concetti solo per discutere di un Palio che è una cosa ben meno importante di quanto non la si voglia far apparire.
Purtroppo però i sostenitori del Palio o si esprimono a slogan o vanno a scomodare i massimi sistemi pur di giustificare una corsa di cavalli. Nessuno vuole affrontare il discorso in termini concreti e razionali.
Per esempio… perchè in tutti questi anni di polemiche nessuno ha mai proposto di spostare la corsa in un ippodromo? Sì, lo so sempre sfruttamento dei cavalli sarebbe ma vuoi mettere il correre su un terreno agevole, curvilineo e pianeggiante, lungo corsie predeterminate con quell’affollarsi e sbatacchiare dei cavalli lanciati a tutta velocità su un terreno in adatto lungo un percorso fatto di spigoli? Sarebbe stata una proposta che avrebbe indicato almeno un po’ di buona volontà, un po’ di sincero interessamento al fatto che ogni anno crepa una cavallo. Ma no, ovviamente no. Perchè la tradizione deve ripetersi sempre identica a sè stessa, come un loop, un incastro da dove non c’è uscita.
Dietro a questo non c’è la cultura ma un meccanismo mentale di egoismo e ostinazione. Intestardendosi ci si illude di rafforzare la propria identità ma non è vero, l’unica cosa che si rafforza è il proprio infantilismo.
In tutto questo l’amore per i cavalli non compare neppure, proprio non esiste.
Ed il fatto che i senesi continuino ad usare espressioni come “amiamo i cavalli come figli” è offensivo verso i cavalli, verso i loro interlocutori e anche un po’ inquietante per i loro figli.
franco,te cosa fai per i tanti problemi di cui parli ?? Lo muovi un dito ???
Al barbaresco….bisognerebbe chiedere ai cavalli !!!! E se parlassero la nostra lingua,non so se si dichiarerebbero tanto soddisfatti !!!! Sono una senese animalista…
In effetti la Pellegrini poteva dare il buon esempio… mi ricordo che anni fa era ”ospite fisso” il sanguinario mel gibson…lui era adatto,non c è dubbio !
cioè ma ancora parlate?
potete spararle all’infinito tanto il Palio c’era, c’è e ci sarà anche quando non ci sarete più…da otto secoli, così semplicemente
Ancora al barbaresco…Sì..i cavalli sono nati per correre ma liberi e non sulla pietra (anche se ricoperta dalla bellezza di 20 cm di tufo !) in una pista palesemente pericolosa per il percorso … Ma che barbaresco sei ??
E come mai per me che sono senese e animalista ma non un’inetta conoscere la realtà del palio mi ha fatto diventare amncora più agguerrita ? ”Apprendere”…capirai !!!! C è da capire poco,vi nascondete dietro ad un dito..la solita scusa che la gente non ”capisce”..Non c è da capire niente,solo l esaltazione collettiva dei cittadini di una piccola e triste città (o paesone ?) che non ha spirito di iniziativa…e si attacca al passato..
filic..si può anche smettere di parlare..basta agire !! Piano piano sarà ABOLITO,contaci !!!
”cioè ”ad inizio discorso la dice tutta….
diciamoci la verità, anche se il moderatore ha paura del contraddittorio e continua a bannarmi:il corteo non verrà autorizzato xchè la Questura durante i giorni del Palio ha tutt’ altro di cui preoccuparsi che la sicurezza di 4 gatti,checche isteriche e mezzuomini, cavalli al Palio purtroppo ne moriranno ancora come è sempre successo e come sempre succede in tanti circuiti o nei paddocks in tutto il mondo, noi si continuerà fino alla fine dei tempi a fare il Palio come ci pare, e nessuno può ne’ potrà mai niente contro il Palio. Perchè il Palio è Passione e Amore, il vostro è un piccolo, meschino e livido odio, e non si è mai visto ne’ mai si vedrà l’odio prevalere sull’ Amore..
Questa è l’unica verità.
sono 7 secoli che in questa “piccola e triste città” il Palio viene effettuato, e continuerà ad esistere grazie anche alle vostre demenziali opinioni
Ma non erano otto i secoli? :D
ecco..appunto ..7 secoli sono già abbastanza… Finirà !!! e allora saranno gli animalisti a cantare !
cigno nero…nessun odio..solo amore e rispetto per la vita.. Voi cosa amate non si capisce…
le argomentazioni degli animalai per il Palio sono come quelle dei calciatori per lo sciopero, tali e quali e cioè RIDICOLE
Chi odia vuole salvare la vita ai cavalli, chi ama li manda a morire… certo, logico più che altro.
Poi le “checche isteriche” è davvero un commento che denota una profonda conoscenza dell’animo umano, complimenti. Chi difende i più deboli è un mezzuomo chi li sfrutta un gran maschione… povera me quante tocca sentirne.
Questo è bispensiero allo stato puro:
“La capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due convinzioni in contraddizione tra loro, accettandole entrambe”
“Raccontare deliberatamente menzogne ed allo stesso tempo crederci davvero” – George Orwell, 1984
Ripigliatevi va che il caldo vi sta facendo male!
ma come ridicole,civetta ? Gli animalisti amano gli animali e vogliono proteggerli dfa tutte le forme di sfruttamento e maltrattamento.. non ci vedo niente di ridicolo… Trovo patetiche le ”motivazioni” di alcuni contradaioli ..ripetitive,illogiche e ipocrite..
I problemi di ordine pubblico non li creerebbero certo gli animalisti,che protestano pacificamente..semmai ”gli altri” dalla violenza facile…
Perchè invece le argomentazioni dei contradaioli che “non si è mai visto ne’ mai si vedrà l’odio prevalere sull’ Amore”, quella sì che è roba seria! :-D
STRANO CHE QUANDO UN COMMENTO ENTRA NEL VIVO DELL’IPOCRISIA DI ALCUNI ANIMALISTI NON VENGA PUBBLICATO,ALTRO CHE CODA DI PAGLIA……
scusate, io sono un amante dei cavalli, ho una cavalla, pratico la doma etica, e sono animalista ed ambientalista ‘convinto’, ma sono prima di tutto Senese, attaccatissimo come tutti dalla nascita alla mia Contrada, alla mia amata Siena, che per noi senesi è una Madre, ed al Palio,e non so ( e non voglio ) sanare una contraddizione che vivo dentro me….cioè, se ogni due o tre Palii non vedo una rovinosa caduta di gruppo a San Marino, non mi sembra sia Palio, non provo quelle emozioni, quelle scosse sulla pelle, che non è detto debbano sempre essere positive, che provo finda piccolissimo, quegli stimoli ancestrali di cui, anche se facciamo finta non sia così, a livello inconscio e subcorticale TUTTI abbiamo bisogno, perchè al di la’ del finto cappotto da uomo inurbato, non più nobile ( inconsciamente ho scritto nobile invece di nomade, tutti i nomadi, che è il contrario di civile, sono nobili ),al di la’ del tentativo di inventarsi un’ umanità asettica ed emotivamente sterile, il complesso sistema psico/neuro/endocrino/immunitario, si è autoprogrammato attraverso alcune decine di migliaia di anni per vivere con frequenza ed elaborare queste forti sensazioni, e cancellandone il bisogno, che ha radicibiochimiche e non cognitive, queste necessità inesauste creano sbilanciamenti che si sfogano in direzioni negative, come assistiamo sempre più negli eccessi di cui leggiamo nella cronaca di tutti i giorni.
Già Bruce Chatwin si avvicinò a questo concetto esprimendo, nel suo libro più bello e postumo, Anatomia dell’ Irrequietezza, che gli stimoli atavici, in questo caso la tendenza al nomadismo, il cui bisogno è scritto nel nostro DNA, qualora non esauditi e castrati, creano dei blocchi che sfociano in aberrazioni quali l’ uso di stupefacenti, tendenze autodistuttive, i cui effetti stimolano le stesse aree del cervello legate alla scoperta, al vedere cosa c’è al di la’ della Montagna, di cui la formazione del sistema di reti neuronali ed endocrino ( biorecettori del cervello ) ha bisogno.
Se volete capire qualcosa di più, invece di chiudervi a riccio e condannare da cechi e acriticamente, leggete cosa dice Hemingway a proposito del ‘ purificarsi del sangue ‘ nel bellissimo racconto ‘ La breve felice vita di Francis Macomber’,
a seguito di una palpitanze, pericolosa e meravigliosamente emozionante battuta di caccia al bufalo.
Da appassionato di antropologia culturale, e da studioso di biochimica, vi dico: non rifiutate ciò che è nella vostra memoria genetica.
Rispettate la chimica dei vostri recettori neuronali, apritevi senza paura a voi stessi, guardate in quello che temete sia un abisso, apparteniamo tutti alla specia Homo Habilis, una delle più crudeli stirpi mai apparsa sulla Terra. Non cercate di sopprimere ciò di cui non voi, ma il vostro sistema biochimico ha bisogno.
Il Palio di Siena è una realtà molto complessa che spesso viene affrontata in maniera semplicistica ed unilaterale. Sono d’accordo, purtroppo, con chi prima di me ha accusato alcuni animalisti (molti purtroppo) di “vivere quast’attenzione sugli animali in modo fanatico ed ossessivo come se dovesse essere una missione di vita” scordandosi spesso, aggiungo io, delle priorità della vita nel cieco, “crocerossistico” fanatismo animalista. Appurato che uccidere un animale per nutrirsene o per curarsi è considerata dagli animalisti una cosa giusta, o quantomeno giustificata e comprensibile, vorrei aprire una riflessione…
Premettendo che il Palio di Siena ha una capacità di attrarre turismo come nessuna altra manifestazione culturale, sportiva, artistica a livello nazionale cosa succederebbe alle aziende e alle attività commerciali senesi (e tutto l’indotto che vi gira intorno) se il palio venisse abolito come vorrebbero gli animalisti (o trasformato in una corsa rettilinea su prato uguale a miliardi di corse giornaliere che si svolgono in tutti gli ippodromi del globo)?
Semplice, queste aziende fallirebbero mettendo sulla strada persone e famiglie (cosa che peraltro succede già a causa della crisi economica globale). Molte aziende senesi sopravvivono oggi solo grazie ai proventi derivanti dalla stagione estiva ed in particolare grazie ai proventi del periodo compreso tra l’inizio del palio di luglio e la fine di quello di agosto (dati Confcommercio Siena).
Quindi riassumendo: è giusto uccidere un cavallo per farne cibo, è giusto uccidere animali per sviluppare medicine che salvino la vite delle persone, è giusto sbattere sulla strada centinaia di persone e famiglie e mettere in ginocchio l’economia di una città per “salvare” 3-4 cavalli che muoiono in 10 anni di palio…
Un po’ stridente non trovate?
PIENA SOLIDARIETA’ ALL’ ECONOMISTA… e vorrei aggiungere: nel mondo il bisness è considerato alla base dell’ essere umano(o comunque di chi ha il potere di comandarci), e non riusciamo a fermare inquinamento oppure guerre dove muoiono migliaia di persone all’ anno.. ora, visto e considerato che il palio muove quasi l’intera economia di Siena, ed attrae ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo, muovendo così un BISNESS considerevole, se si pensa pure ai vari alberghi, alle varie compagnie aeree che ne beneficiano ecc.. obbiettivamente secondo voi, quante possibilità esistono che si possa interrompere una manifestazione del genere soltanto perchè statisticamente muore un cavallo all’anno? Siena non è un mattatoio dove vengono trucidati e uccisi migliaia di cavalli all’ anno, vengono prese delle precauzioni, negli ultimi anni si è fatto tanto, un esempio su tutti è stata la rinuncia ai purosangue ed all’ introduzione dei mezzosangue, perchè i primi più fragili e delicati (cosa che secondo me è giustissima), ma il fatto è che ne al palio ne da nessun’ altra parte si potrà mai essere sicuri al 100% che non succedano incidenti, che per carità dispiace quando si verificano, ma non sarà mai il sacrificio di un cavallo, giusto o sbagliato che sia a fermare questo enorme ingranaggio di interessi, per cui chi si ostina a voler a tutti i costi far finta di non capire dico: Ok continuate a gridare, le vostre voci non verranno mai ascoltate, anche perchè diciamocelo pure, siete soltanto una piccola percentuale, e chiudo dicendo, che comunque oltre la tradizione ed allo spettacolo che l’Italia intera può permettersi di vantare, per migliaia di persone è lavoro.. l’ ECONOMISTA, ha colto nel segno.
Soltanto per precisare, che il cavallo grigio a terra che vedete in alto a sinistra, è sano come nu pesce, si era accasciato a terra perchè colto da crampi…..
Al sig. economista, giova ricordare che di fanatico e ossessivo qui si sono letti quasi tutti commenti dei contradaioli per i quali il palio E’ ragione di vita, scordandosi appunto le priorità di vita nel cieco e talebano fanatismo contradaiolo, e pronti persino a linciare eventuali manifestanti contro il palio.
Al sig. economista giova far notare anche che sono proprio le sue stesse parole a dimostrare che la vita di queste persone è palio-centrica e quindi è oltremodo assurdo dire poi che i fanatici, che ne fanno una questione di vita, siano gli oppositori del palio piuttosto che i suoi sostenitori.
Inoltre, appurato che uccidere un animale per nutrirsene è in ogni caso diverso che fargli rischiare la vita per fanatico divertimento -piaccia o no agli economisti- e poi dire “poraccio, quanto gli volevamo bene!” quando a causa di quel divertimento muore, resta il fatto che l’etica per sua natura prescinde dall’utilitarismo economico. E chi si appella all’ “indotto” che una certa attività produce, senza tener conto delle implicazioni etiche e morali di quell’attività, si fa un clamoroso e prevedibile autogol. Perché sulla base dello stesso ‘principio economico’ poi si dovrebbe essere anche a favore della prostituzione, della fabbricazione di armi, della incessante corsa agli armamenti, dello sfruttamento unilaterale delle risorse dei paesi terzomondisti, dello sfruttamento di manodopera pagata con stipendi minimi (tutte attività lecite che “danno lavoro” a molta più gente di quella coinvolta dal palio e che producono un indotto di gran lunga maggiore) … nonché dello sfruttamento degli animali nei circhi, della caccia per sport, della vivisezione, e di tante, tantissime altre bassezze umane (c’è bisogno di altri esempi?) i cui fautori portano spesso come argomentazione proprio l’indotto economico di tali attività!
Un (bel) po’ meschino e avvilente, senza bisogno neppure di chiedere “non trovate?”.
Resta comunque significativo, notare che dopo tutte le parole da loro spese a dire quanto i senesi amino e trattino i cavalli del palio come dei figli, arrivi poi un economista a chiarire con la massima naturalezza che tutto quell’amore può (anzi deve) essere alla fine svenduto sull’altare del ben più squallido interesse economico; ovvero: poco importa che 3-4 di quei cavalli, prima spacciati quasi-figli, muoiano… perché quel che conta sono i soldi che il palio produce. Davvero ammirevole!
ma come si può pensare che questi signori possono fare una manifestazione pubblica a Siena quando, per esternare i loro deliranti pensieri, approfittano del buio della notte per appiccicare volantini a destra e a manca?
però che coraggio…
Francesco Averani…non sei un animalista..è molto semplice…
economista…ma guarda che non è ”ingiusto” solo il palio…Leggi meglio,in modo più ampio..non soffermarti su questo articolo e basta…
“non sarà mai il sacrificio di un cavallo, giusto o sbagliato che sia a fermare questo enorme ingranaggio di interessi”
ENORME-INGRANAGGIO-DI-INTERESSI… ecco, che gira e rigira, post dopo post, emerge come stanno davvero le cose.
P.s. con riferimento al ‘cavallo grigio a terra che vedete in alto a sinistra’, prima avete parlato di crampi, poi di stiramenti, adesso di nuovo di crampi… comunque sia resta il dato di fatto che il cavallo era a terra: segno che bene non stava; segno che quanto meno (quanto meno!!!!) era stato sottoposto ad una situazione di fortissimo stress; perchè di certo ad un cavallo non vengono i crampi solo per un paio di giri di corsa.
dal prossimo anno i fantini potranno anche utilizzare il sinsischiobal, in barba all’assurda ordinanza dell’onorevole Martini
davvero il sinsischiobal? veramente io sapero dell’asheur
Filmic ti senti furbo eh ???? Chi credi di prendere in giro ?
quest’anno il tufo, per renderlo più compatto ed elastico, è stato miscelato con la sabbia silicotarpacea della Gora di Follonica e gli ottimi risultati si sono visti; inoltre la convenzione stipulata dal Comune con la clinica Asmiani dell’egregio dottor Scognamillo ha consentito di ovviare a qualsiasi inconveniente ai cavalli che sono tutti tornati nelle rispettive stalle
Tutti tornati nelle rispettive stalle tranne quello morto durante gli allenamenti, precisiamo.
E per l’anno prossimo insieme al tufo, polvere di diamante e pagliuzze d’oro! I Cavalli continueranno a schiantarsi e morire però i cadaveri saranno tutti sbrilluccicosi!
ALL’ECONOMISTA: Appare palesemente schierata la sua posizione; credo, tuttavia, che una Società in continua evoluzione rispetto queste tematiche, ci si potrebbe sforzare e basta poco, sempre che si voglia, trasformare il teatrino pseudo-feudale, in una manifestazione in cui i cavalli sfilano in bella mostra senza l’obbligo di correre a qualunque costo, anche della stessa VIta (come spesso accade). Non mi venite a parlare di rispetto dell’Animale, è solo questione di ECONOMIA, IMPORTANTE ELEMENTO DELLA SOCIETA’, MA CHE NON PUO’ COSTITUIRE L’UNICO ELEMENTO DI FORZA.
A chi ,come me,è contrario ai palii perchè ama e rispetta gli esseri viventi: abito a siena…fidatevi di quello che scrivo…si arrampicano sugli specchi,recitano quello che io chiamo ”il copione”…ma la realtà è una sola…. soldi !!!
rossella lo sai benissimo che gli unici a fare i soldi sono quelli delle bancarelle che vendono le bandierine, il Palio è mosso dalla passione dei senesi che, tra l’ altro, di soldi ne sborsano tanti, ma tanti, e tutto per vincere un cencio con l’ effigie della a Madonna, per onorare la Vergine Maria nostra protettrice, devi smetterla di offendere così i sentimenti di un grandissimo popolo
E allora mettetevi d’accordo fra di voi, perchè qualcuno dice che il Palio fa campare Siena, qualcuno dice che non è vero e anzi è una spesa. Qualcuno dice che il Palio è dei senesi e non ha bisogno di turismo, qualcuno che il turismo portato dal palio fa guadagnare la città.
Qualcuno lo vorrebbe come una festa privata addirittura a porte chiuse, qualcuno cerca di farlo diventare patrimonio dell’umanità.
Magari fate un fischio quando vi siete decisi.
Ma pensa un po’: per onorare la Vergine Maria adesso ci vogliono cavalli da far correre in piazza, e tocca vincere un cencio con l’effige della Madonna… perchè senza quelli la Vergine Maria si offende.