GEAPRESS – Quanto vale il Palio di Siena, come la Giostra del Saracino di Arezzo, oppure il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (EN)? Se si chiede ad un animalista (e forse non solo) meno che zero. Per un contradaiolo della Selva come uno delle altre contrade, mille e più. Quello che non si capisce, però, è perchè delle manifestazioni che, a torto o a ragione, creano notorie polemiche, debbano aspirare ad avere un riconoscimento che tipicizzerà la cultura ed i sentimenti degli italiani tutti. Siena ha addirittura deciso di candidarsi al riconoscimento dell’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, quando le pagine del quotidiano la Nazione, che annunciavano il probabile rinvio a giudizio per doping di numerosi proprietari di cavalli, erano già in stampa. Arezzo lo ha fatto lo scorso giugno ed il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (quello delle dicerie sul cavallo azzoppato e poi mangiato) si appresterebbe a farlo.

GeaPress ha appreso che gli uffici del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali che istruiranno la pratica, hanno fornito utili consigli su come risolvere alcune questioncine con gli uffici parigini dell’UNESCO. Il riconoscimento, avrebbero suggerito i funzionari, suggella il superamento degli ostacoli tra i popoli. Arezzo, pertanto, dovrà ben spiegare il suo ottomano da infilzare, per non inficiarsi il rappresentante turco presso l’UNESCO. Siena dovrà invece stare attenta nel documentare le attenzioni per i cavalli, passando con nonchalance sulle polemiche di animali morti e feriti. Chissà cosa consiglieranno a Piazza Armerina e le sue dicerie (ovviamente subito stigmatizzate dal Comune) sul banchetto da far rabbrividire. Il Ministero avrebbe altresì suggerito di predisporre tutta la pratica ben prima del 31 marzo, scadenza canonica per le candidature. Tutto dovrà essere pronto entro febbraio. La Ministra del Turismo, ultimamente, non si è più lagnata. Meglio fare le cose per benino.

In Italia l’Ordinanza del Ministero della Salute sulla protezione degli equidi, ha di fatto riconosciuto per la prima volta i Palii legittimandoli proprio nella loro tradizione storica da salvaguardare. La legge sul maltrattamento degli animali ha previsto la sua stessa esclusione nel caso di manifestazioni storiche con uso degli animali. Ci mancava ora solo il riconoscimento dell’Unesco. Non solo dovremo patire per la sorte dei cavalli, ma tutti noi saremo portatori del peso di queste manifestazioni. Come per la corrida in Spagna.

Per questo GeaPress ha inserito nell’homepage del sito lo speciale “Patrimonio Caduto” . Cliccandovi si potrà compilare un form con un testo proposto in lingua inglese che verrà automaticamente inviato alle autorità dell’ Unesco ed a quelle del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nello speciale “Patrimonio Caduto” sarà inoltre possibile stampare l’apposito Dossier che riepiloga, oltre ai principali riferimenti storici del Palio di Siena, anche l’incredibile vicenda del doping e l’altrettanto incredibile lunga sequela di farmaci ammessi. Come dire, un Palio molto curato. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).