GEAPRESS – Quando si dice la sfiga. Ieri la Giunta comunale di Siena ha deliberato di candidare il suo Palio addirittura a Patrimonio Immateriale dell’Unesco. Oggi, il quotidiano La Nazione rivela che otto proprietari di cavalli candidati allo scorso palio, sarebbero indagati per il reato delitto di cui all’art. 544/ter del Codice Penale: maltrattamento di animali!

Beninteso, il Comune di Siena sarebbe parte offesa anche se, lo scorso agosto, avrebbe potuto fare a meno di inviare le provette al laboratorio dell’UNIRE quando già paga un altro laboratorio, secondo un protocollo da essa stessa approvato. Si tratta del laboratorio dell’Università di Pisa, i cui primi risultati avevano fatto venire il mal di pancia a molti. Nel protocollo con la stessa Università è previsto l’appello. Che motivo c’era?
Aggiungiamo, inoltre, che di questi risultati si è saputo solo dopo l’intervento del magistrato, dal momento in cui Siena vincola l’Università al segreto.

La Procura della Repubblica sequestrò, quindi, sia le provette dell’Università di Pisa che quelle dell’UNIRE di Milano. Con questo’ultimo, stante il suo stesso protocollo pro-Palio, Siena non dovrebbe aver nulla a che fare. Anzi, in un eccesso di scrupolo, a ben ricordare l’inchiesta sull’UNIRE condotta dalla trasmissione Report di Milena Gabanelli, forse era meglio evitare di provocare qualche speculazione sui laboratori di analisi … dei cavalli che corrono. Ora, sempre grazie all’intervento della Procura, si scopre che il metodo dell’UNIRE è diverso da quello dell’Università di Pisa.

Sembra quasi che il Comune di Siena scelga sempre le strade complicate. Un esempio sono le stesse regole dettate in tema di utilizzo di farmaci per i cavalli del Palio (vedi articolo GeaPress, in corse e palii 26 agosto). Non sarebbe stato molto più semplice scrivere che al Palio devono partecipare cavalli non malati?

La questione è ovviamente tutta politica, o, per meglio dire (…quasi la stessa cosa) d’immagine. Il reato non punirà granché nessuno. Con tutti i soldi che hanno le scuderie non farà paura, nel caso di condanna, la piccola multa. Figuriamoci, però, se si scoprisse che ben otto cavalli (sebbene non abbiano corso) fossero drogati. D’altro canto, però, nella solita curva si è azzoppato di tutto e di più, ed ovviamente non pensiamo che sia colpa della droga. In altri termini, come è sicuramente avvenuto, si sarebbero azzoppati lo stesso, anche se savi e non eccitati. Del resto, per mettere nella solita curva le protezioni da formula uno, un motivo ci deve pur essere. Non sarà certo la droga, viceversa che figura farebbero i piloti della formula uno?
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