GEAPRESS – Si svolgerà il 10 e 12 febbraio prossimo ad Oristano, la tradizionale manifestazione della Sartiglia.  L’ultima domenica ed il martedì del carnevale, si riproporrà la complessa giostra equestre che non smette però di attirare polemiche per i rischi ai quali andrebbero incontro i cavalli. Anzi, nell’edizione del 2011 (vedi articolo GeaPress),  un turista scandinavo fece pervenire le fotografie del tragico incidente occorso ad uno dei cavalli (vedi foto).  Poi, l’anno scorso, ancora qualche polemica, ripresa dai giornali locali, per i  colpi ai reni che, stante un filmato diffuso su You Tube, sembrano essere stati dati ad un cavallo (vedi articolo GeaPress).

Da quest’anno, però, si cambia. Così sembra di potersi intuire dalla dichiarazione del Sindaco di Oristano così come riportata dall’Unione Sarda. Per il Sindaco chi  paventa  ipotesi di maltrattamento, dovrà ora risponderne in Tribunale.

Il tutto nasce dalla presentazione avvenuta lo scorso mercoledì, delle attività di controllo che saranno messe in campo per garantire il benessere dei cavalli. Una vera e propria Commissione che ha, tra i suoi partecipi, anche il Direttore dell’Ospedale Veterinario dell’Università di Sassari. Quest’ultimo, nel corso della conferenza di presentazione, ha però riferito  di condizioni che, nel corso dei due giorni di gara,  presentano qualche variabile in più. Tra queste  la presenza del pubblico, la corsa alla stella e delle condizioni emotive particolari. Variabili che possono rappresentare “un momento di pericolo“. Alla corsa sarà comunque presente un team per le evenutali emergenze chirurgiche.

Il Sindaco di Oristano, al di là di pericoli o maltrattamenti, non ha poi tutti i torti.  “Maltrattamento” è altresì il termine con il quale  è stato rubricato l’apposito reato previsto all’articolo 544/ter del Codice Penale. Al di là dei proclami che continuano ad avvalorare una  buona stesura della legge 189/04  (ovvero quella che ha previsto il 554/ter), il reato specifico vale solo per le condotte dolose. Alla Sartiglia, come per altri palii (peraltro esclusi dal campo di applicazione della 189/04 se considerati in un elenco storico regionale), per potere maltrattare, occorre la volontà di farlo. Prova ne sia che il tanto famoso palio di Ronciglione, in provincia di Viterbo, ha prodotto alcuni rinvii a giudizio di  amministratori locali, basati però sul presupposto che questi ultimi non avevano ottemperato alle disposizioni del Ministero della Salute.

Dunque, attenti alla legge, se non al Sindaco.

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