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GEAPRESS – Ancora nessuna risposta alle richieste che l’associazione Italian Horse Protection aveva inoltrato in merito alla morte di un cavallo nel corso di una gara di Endurance in Sardegna (vedi articolo GeaPress).

Eppure, ad avviso di IHP, potrebbero esserci degli elementi tali da giustificare l’apertura di una inchiesta. A questo gli esperti di Italian Horse Protection, sono arrivati analizzando i dati della corsa.

A tal proposito si ricorda che l’Endurance è uno sport in cui i cavalli sono costretti a percorrere distanze lunghissime, anche di cento chilometri ed oltre. Durante il percorso vengono controllati  alcuni parametri clinici, quali frequenza cardiaca, respirazione, disidratazione, zoppie, ecc….   Italian Horse Protection sarebbe ora venuta in possesso di alcuni di tali parametri, sollevando così il dubbio che taluni di essi potrebbero non essere compatibili con lo sforzo tipico di queste manifestazioni. Parametri clinici ma anche velocità media che apparirebbe eccessiva. Anzi, per dirla con le parole di IHP “pazzesca“.

I dati acquisiti da IHP riguarderebbero anche il povero Django De Vere. Il dubbio da togliere è che qualcosa possa essere andato storno, in particolare sui tempi di rientro ed i battiti cardiaci altresì paragonati con quelli degli altri cavalli.

La discrepanza più evidente sarebbe però sulle rilevazioni effettuate tra i cavalli di proprietà italiana e quella araba. Questi ultimi, sempre ad avviso di IHP, sembrerebbero  sempre al limite consentito per i battiti cardiaci, mentre gli altri si mantengono su dati più precauzionali e quindi più bassi.   “La frequenza cardiaca – riferiscono da Italian Horse Protection – è da considerarsi una misura assoluta dell’intensità di esercizio svolta, indipendente dalla preparazione e dalla capacità atletica del singolo cavallo. Se la mettiamo a confronto con le velocità medie possiamo ipotizzare che i cavalli degli arabi abbiano eseguito un esercizio vicino al limite delle possibilità fisiche individuali. Come se gli arabi corressero su una Formula 1 e gli altri su vetture sportive“.

La richiesta è ancora una volta rivolta alla Procura di Oristano ed alla FISE (Federazione Italiana Sprot Equestri) affinché facciano chiarezza sull’accaduto.

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