GEAPRESS – Si chimava Tiffany ed era un cavalla del palio senza fantini, messa a correre sul pavimento stradale bagnato dalla pioggia. Finì con un tubolare metallico che le bucò il petto. Morì tra gli spasmi e sotto gli occhi della folla inorridita. Il Ministero della Salute aveva rilasciato un atto di diniego. Non erano rispettati i dettami stabiliti dall’Ordinanza ministeriale. Il Comune fece ricorso impugnando l’atto, ma l’Ordinanza dell’allora Sottosegretario Martini relativa alle corse di equidi, rimase in vigore. Erano ormai passati, infatti, i tre mesi dalla data di entrata in vigore, entro i quali si sarebbe dovuto ricorrere. Seguì una lunga polemica che ebbe protagonisti da un lato il Sindaco di Ronciglione e dell’altro lo stesso Ministero. Fioccarono le denunce per maltrattamento ed uccisione di animali. Una collettiva, addirittura, dell’ANPANA.

La realtà, però, è che queste manifestazioni sono di fatto protette dalla legge (vedi articolo GeaPress) e gli stessi provvedimenti sul maltrattamento e uccisione possono intervenire solo molto in secondo piano rispetto allo svolgimento della corsa. Ad ogni modo, una corsa andata male è un fatto che non pregiudica la successiva edizione (almeno da un punto di vista giuridico).

Niente sabbia lungo il percorso e cavalli incitati a correre (ovvero a scappare, secondo l’Associazione Italian Horse Protection Association) finanche sul pavimento bagnato dalla pioggia. Tiffany morì, ed altri cavalli caddero. La realtà, dicono sempre dall’ Italian Horse Protection Association, è che nessuno fa sapere veramente cosa succede poi ai cavalli. La stessa mortale caduta di Ronciglione venne documentata dalla casuale presenza, proprio in quel punto, di uno spettatore fornito di telecamera.

Il Palio si farà anche quest’anno e, tanto per non scordasi niente, il Comune ha fatto ricorso al TAR contro lo nuova Ordinanza del Ministero della Salute che, nel luglio scorso, ha sostituito la precedente, che il Comune non era arrivato ad impugnare. Nulla di realmente penalizzante è scritto nell’Ordinanza, ma meglio non avere rotture di scatole, ad esempio con la sistemazione della costosa sabbia lungo il percorso. L’indiscrezione sull’avvenuto ricorso è stata riportata proprio da Italian Horse Protection Association che chiede ora al Ministro della Sanità e al Ministro dell’Interno, di intervenire per porre fine definitivamente a quella che viene definita una “barbarie“.

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