GEAPRESS – Recentemente una curiosa notizia ha preoccupato chi i cavalli li vorrebbe liberi (e tranquilli) in un prato e non dentro un improprio percorso da corsa ed in pericolo di rovinosa caduta.

Il TAR del Lazio, infatti, consentirà il Palio di Ronciglione (nella foto). Nella cittadina del viterbese, due volte all’anno, diciotto cavalli divisi in tre batterie vengono fatti correre in un percorso cittadino, spesso in salita. Inoltre, come nel Palio di Siena, con brusche e pericolose curve. Nelle cronache del Palio di Siena spesso si sente dire che la corsa tiene in apprensione per la sorte di cavalli e fantini. Uomini ed animali egualmente partecipi (sebbene non tutti volontariamente) di una tradizione che però può riservare brutte sorprese a cavalli e fantini. A Ronciglione, invece, questo truculento aspetto non esiste, nel senso che a correre sono solo i cavalli. Gli uomini li incitano alla partenza e non salgono in groppa. Affari loro.

La blanda Ordinanza del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini sulla protezione degli equidi, il cui diniego alla corsa è stato ora rigettato dal TAR, era partita con buoni propositi ma si era poi impantanata nei ministeriali uffici che l’hanno ridotta ad uno straccetto inutile a fermare finanche la tremenda corsa dell’ Ardia di Sedilo (vedi articolo GeaPress).

A Ronciglione, a scanso di equivoci, l’Ordinanza ha retto. Quello che è stato cassato è, invece, il diniego ministeriale alla stessa corsa, emesso dopo che il Comune si era rifiutato di mettere lo strato di sabbia a difesa dei cavalli. I cavalli corrono e curvano direttamente sui sampietrini. Cosa è successo allora? Il TAR ha sostanzialmente individuato due aspetti. Il primo è che il diniego del Ministero non è forse ben motivato. Il secondo è che il Comune, a tutela dei cavalli, ha deciso di non mettere sabbia ma bensì le ferrature in allumino. In tal senso, in una Delibera della Giunta regionale di pochi anni addietro, avrebbero stabilito alcuni veterinari (sic!). L’alluminio è più leggero ed elastico e forse appena un pizzico più aderante nelle impetuose sollecitazioni di una folle corse sui sampietrini. Alcune malelingue avevano avanzato l’ipotesi che predisporre lo strato di sabbia lungo tutto il percorso sarebbe costato un patrimonio.

Comunque, le ferrature in alluminio sono le stesse “precauzioni” che vengono utilizzate anche per i cavalli delle corse sull’asfalto dei palii clandestini mafiosi. Quasi le stesse, dal momento in cui le corse clandestine sono effettuate, per evitare brusche cadute,nei tratti rettilinei che però non evitano, nonostante la precauzione, mortali rotolamenti.

A Ronciglione, perciò, niente sabbia come nel criticatissimo Palio di Siena ma ferrature.

Eppure sarebbe bastato poco a dare riferimenti certi per il Palio di Ronciglione così come alle corse di mafia. Il Codice della Strada che consente ai fantini mafiosi di potere guidare un calesse uso corsa anche in pieno ambito urbano (vedi articolo GeaPress) avrebbe dovuto prevedere, come era negli anni passati, un minimo di potere ai Prefetti che, nei casi come Ronciglione, avrebbero potuto intervenire senza blande Ordinanze evidentemente evitabili a Sedilo come a Ronciglione, ovvero senza o con ricorso al TAR. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).