GEAPRESS – Scendono in campo compatti e bipartisan. Anzi Tripartisan: Rodolfo Gigli (UDC), Francesco Battistoni (Pdl) e Giuseppe Parroncini (PD). Tutti consiglieri della Regione Lazio. Chissà se la presenteranno a cavallo, ma comunque vada sono sicuramente loro i tre moschettieri della Proposta di Legge per il riconoscimento storico del Palio di Ronciglione. A rilevarlo OnTuscia, il quotidiano online della Tuscia.

La competizione dei cavalli senza fantini, lanciati alla corsa sui sanpietrini di Ronciglione (VI), avrà così il riconoscimento necessario per non essere giudicata dalla legge contro i maltrattamento di animali. I cavalli incidentati potranno così al massimo aver tentato il suicidio e la parola “maltrattamento” come “uccisione” sarà nascosta dietro il pollice alzato di una legge che avrebbe invece dovuto tutelare il benessere degli animali e non quello dei comitati promotori, pro loco e contrade, sparsi per l’Italia, spesso finanziati con soldi pubblici.

La blindatura che salverà Ronciglione, è infatti espressamente prevista dalla legge contro i maltrattamenti sugli animali (legge 189/04) la quale, all’art. 3, prevede come i reati di “maltrattamento” (art. 544-ter) ed “uccisione” di animali (art. 544-bis) “non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente”. Non solo; tra le disposizioni esentate rientra anche il “divieto di combattimenti tra animali” (art. 544-quinquiess), ovviamente se non autorizzati. In tale maniera saranno ad esempio salvati i combattimenti tra mucche in Val d’Aosta. Per far ancor più gioire i ruspanti e sempre più diffusi palii, vi è anche l’inapplicazione dell’art. 544-quarter (spettacoli e manifestazioni vietate) riferito agli “spettacoli e manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali”. Un regalo unico, ovvero una legge contro i maltrattamenti che prevede la sua inapplicazione contro alcuni potenziali maltrattamenti se … storici. Tipo la corrida in Spagna.

Il Palio di Ronciglione è recentemente tornato alla ribalta grazie all’Amministrazione comunale la quale vinse parzialmente il ricorso al TAR contro l’Ordinanza del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Era infatti stato rilasciato il diniego allo svolgimento (vedi articolo GeaPress). Il Comune ottenne l’invalidità del diniego ma non dell’Ordinanza. Paradossalmente questa Ordinanza che molto poco vieta (come nel caso di Siena dove ad intervenire è stata la Magistratura e non certo il Ministero, vedi articolo GeaPress) ha riconosciuto i Palii di cavalli. Se non l’avesse fatto sarebbe stato molto meglio. L’Ordinanza, infatti, riconosce i palii difendendone la tradizione, cosa che agevola il successivo passaggio verso il riconoscimento regionale delle manifestazioni storiche le quali, in base alla legge sul maltrattamento, non saranno mai imputabili di …. maltrattamento!(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).