palio due luglio
GEAPRESS – Palio snervante, quello che si è protratto fino a sera a Siena. Oltre 40 minuti passati dai cavalli in un andirivieni continuo tra i canapi. Poi una falsa partenza ed il mossiere, Bartolo Ambrosione la cui frase che forse abbiamo sentito  più ripetere è stato un monotono “attenti ai calci”. Per lui era già pronta una autovettura che lo avrebbe portato via. Non si sa mai,  qualche animosità, dicono i cronisti RAI.

Per il resto un Palio particolare. Questo perchè  vi erano ben quattro coppie di contrade rivali.

Poi la cronista della RAI che, istanti dopo la fine della corsa,  è rimasta immortalata in una veloce espressione come se stesse indicando qualcuno che, nella piazza, alzava le mani. Quanto succede in piazza, però, non si vedrà.

Eppure, il fantino della Lupa va a cadere “dove non doveva cadere“. Scivola  a pochi metri dal traguardo ed appresso a lui il cavallo bianco che montava. Un ruzzolone iniziato con la piegatura della zampe anteriori e proseguito nella traiettoria in terra percorsa tutta sul fianco destro.

Nel coas delle diretta una voce  sembra dire: “no, no, hanno picchiato il Mari, il fantino della Lupa“. Istanti, da confermare che si ricollegano poco dopo al balconcino della Fondazione Monte dei Paschi, dove vi è la mossa con le mani della cronista che sembra sbalordirsi. Infine viene detto:  una rissa, subito specificata come “piccola”. Tanto, nulla di tutto questo è stato mostrato.

Per il resto ha vinto l’Oca che fino alla fine ha vivacemente agitato il frustino fatto con una parte del  pene di toro.  Un aggeggio, il nerbo, “micidiale come arma da offesa” ma anche da difesa, informa sempre la telecronaca. Prima, almeno fino al 700, c’era però un bastone con strisce di cuoio. Un editto proteggeva il possessore nel caso di morte non voluta di un fantino eventualmente colpito.

Stante la telecronaca i cavalli, nella caduta a pochi metri dall’arrivo, non si sarebbero fatti niente.

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