GEAPRESS – Secondo il comunicato diffuso dal Ministero della Salute, le responsabilità del Comune di Ronciglione (VT) sul tragico palio dei giorni scorsi costato la vita alla cavalla Tiffany, sarebbero da ricondursi alle gravi inadempienze del Comune.

Questo è stato deciso nel corso della riunione svoltasi ieri mattina al Ministero ed alla quale hanno preso parte la Prefettura di Viterbo, il Comando del NAS, l’Avvocatura dello Stato, gli esperti dell’UNIRE e la Direzione Generale competente del Ministero della Salute. A presiederla il Sottosegretaro alla Salute Francesca Martini.

Le conclusioni della riunione lasciano spazio a pochi dubbi. “Gravissime inadempienze da parte del Comune di Ronciglione che oltre a non aver rispettato l’Ordinanza emanata dal Sottosegretario Martini il 21 luglio 2009 allo scopo di tutelare l’incolumità pubblica e la salute e il benessere degli equidi (provvedimento di cui il Tar del Lazio ha riaffermato la piena vigenza a seguito del ricorso prodotto dallo stesso Comune di Ronciglione) ha disatteso anche il provvedimento del Ministero della Salute che invitava il Comune di Ronciglione ad attenersi alle prescrizioni dell’Ordinanza nello svolgimento della corsa a vuoto del Palio. Inoltre, dal vertice è emersa anche la mancata attuazione dei più elementari accorgimenti tecnici per il corretto svolgimento della manifestazione”.

La vicenda è molto semplice. Il TAR del Lazio aveva rigettato il diniego del Ministero e non l’Ordinanza la quale rimaneva pertanto in vigore. Il Ministero, pur dovendo prendere atto del diniego cassato, aveva invitato (ricordato) il Comune ad attenersi alle prescrizioni in vigore.

Possibile che il Sindaco si sia intestardito così tanto? Da un lato il Ministero, la Prefettura, il NAS. Dall’altro lui, la sua Giunta e, a livello istituzionale, nessun altro. Non si ha ancora traccia neppure di eventuali dichiarazioni dei tre consiglieri regionali che poche settimane addietro erano stati notati promuovere la legge regionale che dovrebbe per sempre salvare il Palio da possibili attacchi animalisti.

Oppure, considerata la popolarità che in loco riscuote il Palio, qualcuno potrebe essersi fatto quattro calcoli su possibili costi e benefici della vicenda. Del resto la legge contro i maltrattamenti degli animali non è per il Sindaco di grande pericolo. Idem per la sua carriera. I Palii sono ammessi dalla legge ed addirittura tutelati per il valore storico. Sia la 189/04 che la stessa Ordinanza Martini difendono innanzi tutto il valore storico. Poi, in funzione di questo, i cavalli.

Anzi, secondo la stessa Martini, il danno causato da Ronciglione, finisce così per danneggiare “l’immagine e la credibilità’ di molti altri Comuni italiani che svolgono le loro manifestazioni nella legalità e nel rispetto delle norme vigenti in materia”. In altri termini vi è un Palio buono se seguace dell’Ordinanza ed uno cattivo se violante la stessa. Palii, nel caso, non rispettosi delle tradizioni, anzi che addirittura li uccidono. Con tale verbo si è infatti espresso lo stesso Sottosegretario. “Uccidono – secondo la Martini – con grave danno d’immagine, di certo non si aiuta a preservarle! [le tradizioni].” Non solo, per il Sottosegretario vi sono gli esempi virtuosi. Uno per tutti? Quello di Legnano, in provincia di Milano.

Fino all’approvazione della legge contro i maltrattamenti degli animali e dell’Ordinanza Martini, non vi erano, per i Palii, forme particolari di riconoscimento. Ora vi sono e subordinano i cavalli alle tradizioni.  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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