GEAPRESS – Saranno ascoltati domani le quattro persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Viterbo, dopo la morte della cavalla Tiffany (vedi video) occorsa nel Palio di Ronciglione (VT) lo scorso 15 marzo. Maltrattamento di animali per il Sindaco Sangiorgi e il Presidente della Pro Loco Cruciani, mentre il reato di false dichiarazioni, relativamente alla planimetrie del percorso, è stato contestato ad un tecnico comunale e al Vicecomandante della Polizia Municipale.

La novità assoluta è proprio la contestazione di quest’ultimo reato, essendo il maltrattamento di animali un atto quasi dovuto dopo che il Ministero della Salute aveva ricordato, fino a poco prima della corsa, le disposizioni da doversi rispettare. Scontato, pertanto, che i responsabili o organizzatori della corsa non potessero non sapere le giuste prescrizioni evidentemente disattese. Fatto, questo, che assume un aspetto ancora più inquietante alla luce del reato di falsa dichiarazione relativamente proprio alla planimetria del percorso.

Come si ricorderà il Ministero della Salute non aveva ritenuto che la corsa rispettasse i parametri stabiliti dalla propria Ordinanza. L’atto di diniego venne impugnato dal Comune innanzi al TAR il quale da un lato sospese il diniego ma nulla poté contro l’Ordinanza. Quanto dettato da quest’ultima rimaneva dunque in vigore ed il Ministero ricordò al Comune quanto avrebbe dovuto fare, a tutela dei cavalli, fino a poco prima della corsa. Il Comune preferì lo stesso correre, e come ora ha dichiarato il Sindaco è successo “l’imprevedibile fatalità”. Forse. Certo che se il reato di maltrattamento fosse stato più potente rispetto a quello dal grande effetto mediatico della previsione di reclusione senza che però questa possa concretizzarsi, le cose sarebbero potute andare in maniera diversa. Anzi, forse … non sarebbero potute andare. Tiffany morì per un tubolare metallico che le si conficcò nel petto. Il tracciato, inoltre, era bagnato dalla pioggia.

L’Ordinanza del Sottosegretario Martini è presa in considerazione talmente poco che il Sottosegretario ha dovuto ricordare ai Prefetti, appena pochi giorni addietro, il rispetto della stessa. Questa, a dire il vero abbastanza blanda, trova il suo perno non direttamente nella salvaguardia dei cavalli, ma bensì in funzione del valore storico della manifestazione. Un provvedimento più tipico dei Beni Culturali che non del Ministero della Salute. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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