GEAPRESS – Il PM Stefano D’arma incaricato delle indagini sulla morte della cavalla Tiffany, occorsa lo scorso marzo nel corso del Palio di Ronciglione (vedi articolo GeaPress) in provincia di Viterbo, ha concluso la fase delle indagini. Ne da notizia l’Ufficio Legale dell’ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente ), diretto dall’Avvocato Maria Morena Sauria, che sta curando la denuncia collettiva firmata da altre duecento persone.

Il provvedimento ora comunicato dal PM – ha dichiarato l’Avvocato Maria Morena Suaria – dimostra che il caso non è archiviato“.

La conclusione delle indagini ha riguardato la posizione del Sindaco Massimo Sangiorgi, del Presidente della Pro Loco Luciano Camilli, del tecnico comunale Pino Pruciani e del Vice Comandante della Polizia Locale Silvio Gianforte. Oggetto delle indagini dovrebbero essere anche le dichiarazioni rilasciate in merito all’esatta planimetria del percorso da far compiere ai cavalli.

Andrà, pertanto, avanti l’azione penale e, come sottolinea l’Ufficio Legale dell’ANPANA, con altissima probabilità che ci sarà il processo penale. Nel caso, le duecento persone che hanno firmato la denuncia potranno contare sulla successiva costituzione di parte civile nel processo e verranno per questo contattate dell’ANPANA.

Una notizia positiva, dunque, che si spera farà chiarezza sull’incredibile performance dei cavalli senza fantino lanciati alla corsa sulla pavimentazione stradale bagnata dalla pioggia.

La cavalla Tiffany scivolò finendo trafitta al petto da un tubolare metallico. La scena sconvolse i turisti presenti, le cui urla rimasero impresse ad accompagnare le immagini dell’atroce morte della povera cavalla. Filmato che è stato visto in tutto il mondo, una volta inserito su You Tube. Secondo gli strenui difensori della manifestazione la colpa di quanto accaduto è di chi aveva imposto le modifiche al percorso.

Chi però si era fatta portavoce del più profondo e diffuso dissenso contro la manifestazione era stata l’ex Sottosegretario del Ministero della Salute Francesca Martini. Il Ministero aveva negato il nulla osta alla manifestazione. Il Comune, però, lo impugnò al TAR e la corsa poté svolgersi. Non fu possibile, invece, impugnare l’Ordinanza. I tempi necessari erano ormai ampiamente scaduti. Secondo il Sottosegretario era stata violato quanto disposto dall’Ordinanza. Un’aggravante nell’ipotesi di dolo che contraddistingue l’applicazione dei reati di maltrattamento ed uccisione di animali. L’ANPANA annunciò la denuncia collettiva alla quale aderirono 200 persone.

L’Ordinanza del Ministero della Salute è stata però nel frattempo reiterata e questa volta il Comune non si è fatto trovare impreparato e l’ha a sua volta impugnata (vedi articolo GeaPress). Meglio andare sul sicuro e togliere dal percorso ogni impedimento allo svolgimento della corsa. Per i cavalli, si vedrà.

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