palio asti
GEAPRESS – La tesi che verrà sostenuta sarà quella di un comportamento non casuale. Tutto da provare in fase processuale, ovviamente, ma la presenza dell’ENPA che oggi è stata ammessa come Parte Civile, darà in tal maniera un valido contributo a quanto sostenuto in casa animalista fin dal giorno dell’incidente. Il sospetto è quello che la  morte del cavallo Mamuthones non sia una “sfortunata casualità”. Dovrà così essere valutato il comportamento del fantino oltre che l’ipotesi di una “falla organizzativa”.

Secondo l’Enpa, l’incidente mortale sarebbe stato causato da una precisa concatenazione di eventi: da un lato il fantino che nel tentativo di bruciare sullo scatto gli altri concorrenti, avrebbe sferzato ripetutamente Mamuthones prima che il mossiere abbia dato semaforo verde alla partenza. Dall’altro,  l’ipotesi di una  ritardata caduta del canapo che avrebbe a sua volta provocato la caduta mortale di Mamuthones. Si vedrà al processo.

Che qualcosa possa non aver funzionato nel ritiro del canapo – riferisce ora l’ENPA – potrebbe essere confermato anche dal fatto che all’indomani della morte di Mamuthones si è verificato, sempre al palio di Asti, un secondo “incidente” con un altro cavallo che è inciampato nella corda (fortunatamente senza conseguenze)“.

Nel caso di accertamento di tali fatti, la ventilata casualità degli incidenti connessi al canapo potrebbe venir meno.

Auspico che il Giudice tenga conto dei rilievi che emergono dalla documentazione – dichiara l’avvocato dell’Enpa, Claudia Ricci. Del resto la stessa squalifica dal Palio per ben dieci anni del fantino potrebbe suonare come un riconoscimento di responsabilità.  “A nostro avviso – ha concluso l’avv. Ricci –  deve essere fatta chiarezza anche sulle procedure seguite con il palio perché non tutto sembra aver funzionato a dovere“.

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