GEAPRESS – L’Ordinanza dell’ex Sottosegretario alla Salute Francesca Martini sulle manifestazioni con uso di equidi, rispondeva più all’esigenza di reiterare il precedente provvedimento andato in scadenza che non ai presupposti di urgenza ai quali si richiamava . In altri termini il mondo politico aveva il tempo per tramutare l’Ordinanza in norma di legge e non lo ha fatto. Questa in sintesi la motivazione con la quale il TAR del LAZIO ha sospeso la scorso dicembre l’Ordinanza tanto voluta dall’allora Sottosegretario Martini (Scarica Ordinanza TAR LAZIO).

Una Ordinanza, quella dell’On.le Martini, che a dire il vero poco disponeva per la tutela se non in funzione del mantenimento delle tradizioni storiche. Un passo, questo, molto pericoloso oltre che poco pertinente alle competenze del Ministero della Salute. Questo dal momento in cui la tutela della tradizione storica risulta anche confacente all’inapplicazione della legge sui maltrattamenti degli animali nei confronti di manifestazioni riconosciute tali (ovvero storiche) dalle Regioni.

E’ il caso, ad esempio, dello stesso Palio di Ronciglione (VT), divenuto tristemente famoso non solo per la morte della cavalla Tiffany (vedi foto) ma anche per lo scontro che si ebbe con gli Uffici ministeriali che avrebbero voluto bloccarlo. Tale manifestazione rientra anche tra quelle considerate dalla Regione Lazio per l’emanazione dell’apposito elenco salva palii. Un caso più unico che raro nel panorama legislativo e che da solo dimostra quanto ancora molto lontana sia nel nostro paese la consapevolezza della tutela degli animali. Una legge contro i maltrattamenti che prevede essa stessa di non doversi applicare nel caso dei palii riconosciuti storici dalle Regioni.

A prendersela ora contro i ricorrenti avversi all’Ordinanza Martini è l’Associazione Italian Horse Protection, la quale ricorda come a suo dire i due soggetti che hanno ottenuto la sospensiva fino al 30 maggio prossimo, poco o nulla si spendono nella loro presentazione, in merito alla tutela del cavallo. Molto si impegnano, invece, in discipline equestri spesso criticate. Dressage, salto a ostacoli, monta western, gimkane etc.

L’ENGEA(Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali) e SEF Italia (Scuola di Formazione Equestre) hanno però ottenuto la sospensiva dell’Ordinanza Martini. Tale disposizione però, dicono dall’Italian Horse Protection, era stato voluta per i palii.

Vale però la pena ricordare come in questi mesi di Ordinanza Martini, in Italia si sono corsi anche palii molto particolari, come l’Ardia di Sedilo (vedi articolo GeaPress) ed altre manifestazioni note per la durezza del percorso. Poi vi fu il caso clamoroso di Ronciglione per il quale, recentemente, l’ANPANA ha annunciato il proseguo del procedimento penale (vedi articolo GeaPress). L’anno scorso, quando cioè la cavalla Tiffany è morta dopo essere rimasta infilzata in un tubulare metallico (vedi articolo video e foto GeaPress), la corsa si è potuta svolgere avendo il Comune ricorso contro l’atto di diniego emesso dal Ministero. La prima Ordinanza Martini, però, era ancora in vigore e, stante quanto riferito dalle stessa parte ministeriale, quel Palio, in quelle condizioni, non si sarebbe potuto svolgere. Quest’anno, invece (il palio si svolge a Marzo) è stata sospesa l’intera Ordinanza, ovvero quella impugnata dai due Enti ora criticati, e che aveva sostituito la precedente disposizione dell’allora Sottosegretario Martini (quella che aveva dato vita alla polemica sul palio di Ronciglione dell’anno scorso).

Com’è possibile – si chiede ora l’Italian Horse Protection – che da questi due enti sia partita una battaglia per cancellare quel minimo di tutela che dava l’Ordinanza Palii? Strumento certo imperfetto – aggiunge sempre l’Associazione – ma che rappresenta pur sempre un inizio, un segnale che anche in questo Paese il cavallo può diventare oggetto di tutela“. In altri termini, si paventa come grazie a questo ricorso si rischia di far compiere lunghi passi indietro alla tutela dei cavalli.

Nella speranza che il 30 maggio il Ministero faccia valere le sue ragioni per il mantenimento dell’Ordinanza – ha aggiunto l’Italian Horse Protection – ci piacerebbe che nel frattempo Engea e SEF avessero la compiacenza di spiegare a noi e soprattutto ai loro associati il perché di un’azione che mette a repentaglio i cavalli e gli asini sfruttati nei palii”.

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