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GEAPRESS – Perchè criticare  altri paesi per le feste con uso di animali e non commentare quanto invece succede in casa?  Se lo sono chiesti gli animalisti olandesi in merito alla tradizione Pentecostale di Schiermonnikoog, una piccola isola a nord dell’Olanda. Un gallo, per tre giorni prigioniero di un cestello issato a 18 metri di altezza.

Schiermonnikoog, la cui traduzione corriponde a “l’isola del monaco grigio” o più semplicemente “l’isola del monaco”, è molto orgogliosa della sua tradizione a quanto pare esistente da parecchio tempo. Per gli animalisti, però, quel povero gallo nel cestello per tre giorni di seguito, sarebbe maltrattato. Una possibilità, però, alla quale si oppone il Sindaco  che ha sottolineato di aver disposto tutte le precauzioni del caso, oltre che la presenza di un Veterinario.

Niente da fare. Se vogliamo criticare i paesi che utilizzano animali per le loro feste (il primo pensiero è andato alla corrida) non si può permettere di tenere in casa tale “tradizione”. Quel gallo nel cestello non può che stare male. Dunque la petizione animalista ove si chiede al Sindaco di bloccare la festa, pena boicottaggio turistico del paese. La località, seppur piccola, conta un discreto afflusso turistico al quale corrisponde una disponibilità ricettiva adeguata.

Intanto domenica 8 giugno, giorno della Pentecoste 2014, il gallo è stato issato.

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