GEAPRESS – Contrariamente alle sbandierate vittorie sul piano della protezione degli animali, in Italia sono sempre di più le feste che prevedono l’uso di animali ed di cavalli in particolare.
Gli ultimi incidenti, durante il Palio dei Borghi di Mordano (BO) dove domenica scorsa si sono verificate numerose cadute che  parrebbero, per fortuna, non aver procurato danno ai cavalli.
Quest’anno dobbiamo inoltre segnalare il novello Palio di Milano ed il prossimo Palio di Rocca Costanza, a Pesaro. Sembra quasi di assistere alla decadenza di un Italia in crisi di identità che cerca nelle pieghe della storia una giustificazione folcloristica per rilanciare il turismo del paese.

Se a Nepi si chiamano in ballo le prodezze di Lucrezia Borgia ed a Milano
quelle degli Sforza, a Pesaro un organizzatore locale ha avuto
assicurato dagli storici che proprio con il contorno di una giostra di cavalli si sposarono Camilla D’Aragona e Costanzo Sforza!

In realtà l’unica storia che sta in piedi è la liberatoria ad agire fornita dalla legge 189/04 contro i maltrattamenti degli animali, la quale prevede la sua non applicazione nel caso di manifestazioni storiche con uso di animali. In realtà andrebbero stilate dalla Regioni delle liste di palii, ma al di là se questo è stato fatto oppure no, è la previsione di esclusione contenuta nella legge a fornire una sorta di legittimazione se non proprio sul piano giuridico sicuramente su quello dell’immagine.

La farraginosa legge contro il maltrattamento degli animali, dunque, prevede
che un cavallo possa morire nel corso di un palio o per suicidio e per imponderabile fato.

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