GEAPRESS – Una cinquantina di volontari ha manifestato ieri mattina a Roma, presso l’ex galoppatoio di Villa Borghese, per raccogliere firme e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della macellazione degli equidi. Le sottoscrizioni raccolte durante la manifestazione sono state allegate a circa 4000 firme raccolte nell’ultimo anno che verranno recapitate ai Presidenti di Camera e Senato in favore del Progetto di Legge presentato dall’On. Frassinetti (Pdl) per il divieto alla macellazione di cavalli e asini e il riconoscimento dello status di animali d’affezione.

Centrale nel corso del dibattito, organizzato dall’associazione Horse Angels, la discussione intorno alla condizione dei cavalli usati per lo sport: in Italia ogni anno, dei circa 100.000 animali che finiscono in uno dei circuiti che portano al mattatoio, molti provengono dal settore agonistico. Bastano incompatibilità caratteriali, patologie che inficiano l’attività sportiva, infortuni o età avanzata per segnare il destino di animali formalmente esclusi dal mercato della carne (per il 100% degli animali usati nel galoppo e l’80% di quelli sfruttati per il trotto il divieto di macellazione è indicato sul libretto sanitario). Le cause di queste indicazioni sono quasi sempre legate a ragioni di comodo degli allevatori: per cavalli “da carne” è infatti obbligatorio che presso il maneggio sia tenuto un registro in cui siano annotati tutti i trattamenti farmacologici effettuati, cui frequentemente si ricorre per gli animali sportivi. E’ per questo che la carne dei cavalli cui sia stata cambiata in corso d’opera la “destinazione d’ uso”, hanno sottolineato i volontari, rappresenta anche un rischio dal punto di vista sanitario dei consumatori.

Il fenomeno è anche in preoccupante crescita: a fronte della diffusione di campagne pubblicitarie che stanno contribuendo ad aumentare il numero di coloro che si appassionano all’equitazione, sale anche il numero dei cavalli acquistati da privati superficialmente, e dopo pochi anni indirizzati al mattatoio. Le associazioni hanno ribadito la necessità di una nuova educazione, che cambi l’approccio corrente con cui i giovani vengono oggi avvicinati allo sport con i cavalli, “spesso paragonati a delle macchine, da cui ottenere le migliori prestazioni possibili. E’ all’origine, da questo tipo di impostazione, che nasce la leggerezza con cui i cavalli si sfruttano, si spingono al limite delle loro possibilità fisiche e poi li si getta via come inutili“. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).