GEAPRESS – Come se non fosse successo mai niente. Assolti per non avere commesso il fatto, organizzatore e responsabile della società che aveva predisposto la pista. Il cavallo American caduto e morto sul colpo durante la Giostra di Chiaramonte di Modica (RG) dell’agosto 2005 deve essere stato anch’egli colpito dall’ineluttabile fato. A dire il vero il fantino, rimasto invalido, dichiarò che la sabbia era stata distribuita male e se non fosse caduto lui, qualche altro sarebbe incappato nel presunto errore. Purtroppo per lui, e di una possibile azione risarcitoria, gli altri fantini (passati incolumi dalla Giostra) hanno dichiarato al processo che la pista non era pericolosa. In altri termine non corrispondeva ad un semplice e duro sterrato. Sindaco ed Assessore di allora avevano dichiarato, del resto, che trattavasi di una performance di abilità e che non era necessario forzare i cavalli. L’accusa aveva chiesto, invece, un anno di reclusione e mille euro per il responsabile della pista ed un mese di reclusione per l’organizzatore.

Ed il cavallo? Uno dei tanti che fu. Del resto la legge contro i maltrattamenti degli animali esclude le manifestazioni storiche con uso di animali dal suo campo di applicazione (come una legge ad personam) e comunque il reato di maltrattamento (544/ter) e uccisione di animali (544/bis) si applica solo nel caso di condotte dolose. Occorre, cioè, la volontà di maltrattare o uccidere. Gli incidenti, in altri termini, non valgono. Colpa dell’Etna,  della siccità e del traffico, verrebbe da dire come nel film Johnny Stecchino, oppure di un altro misterioso suicidio del cavallo, stante l’inapplicabilità del maltrattamento. Ad ogni modo il processo di Modica doveva esprimersi sul reato di “lesioni colpose”. Ovviamente quelle del fantino. Il caso del cavallo (trattandosi di colpa e non di dolo) non interessa alla legge sui maltrattamenti.

Giova ricordare che la Giostra di Modica, poi sospesa, è comunque iscritta nel registro regionale per il riconoscimento come Patrimonio Immateriale dell’Unesco. Hanno già annunciato la richiesta il Palio di Siena, la Giostra del Saracino di Arezzo e probabilmente a breve anche il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (EN), quello delle polemiche sul cavalo azzoppato e poi mangiato per il quale il Comune smentì categoricamente. Loro, comunque, caratterizzeranno il mondo della cultura di tutti gli italiani. Come di fatto già avviene con la corrida spagnola.

PER TALE MOTIVO CLICCANDO SULLO SPECIALE “PATRIMONIO CADUTO” SI POTRÀ ACCEDERE ALLA PAGINA CHE GEAPRESS HA VOLUTO DEDICARE A TALE PROBLEMA. LA PAGINA PROPONE UN TESTO DA INVIARE ALLA SEDE DELL’UNESCO ED AGLI UFFICI DEL MINISTERO PER I BENI CULTURALI CHE ISTRUIRANNO LA PRATICA PER IL RICONOSCIMENTO DEL PALIO DI SIENA COME PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITÀ. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).