GEAPRESS – Pronunciate dal PM Diana Iemmolo le richieste di condanna per i due imputati al processo penale che è scaturito dai gravi fatti occorsi nella Giostra di Chiaramonte disputata a Modica (RG) nel 2005. Un cavallo morto ed un fantino rimasto invalido. La gara, poi sospesa, venne indetta a partire dal 1996 in occasione del settimo centenario della nascita della Contea di Modica (RG). Il fantino deve centrare una serie di anelli cercando di evitare il colpo di ritorno di un saraceno da infilzare. Una cosa bellissima, … per modo di dire, che evidentemente venne ritenuta, anche dai cultori di queste manifestazioni, cagionevoli di danno. Non si spiega diversamente la costituzione di parte civile del fantino rimasto invalido.

Il reato per il quale il fantino si sente danneggiato non è però quello derivato dalla morte dell’animale, bensì le “lesioni colpose”. Anzi uno dei due imputati deve rispondere pure di frode in pubblica fornitura. Parrebbe che non avesse sistemato in maniera adeguata lo strato di sabbia, in modo tale da evitare che il cavallo crollasse. Un anno di reclusione più mille euro di multa ed un mese di reclusione: queste le richieste dell’accusa per i due imputati.

La morte del cavallo sollevò ovviamente un vespaio di polemiche e l’Amministrazione comunale cercò di limitare le successive edizioni ai soli cavalli locali. I pericoli della Giostra non evitarono però che l’Amministrazione provvedesse all’iscrizione nel libro delle celebrazioni storiche della Regione siciliana. Cosa che da un lato non solo potrebbe prevedere l’esclusione del campo di applicazione dell’autocastrante legge contro i maltrattamenti di animali, ma comporterebbe anche la richiesta del riconoscimento all’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Chissà, un futuro Sindaco potrebbe riesumare il tutto.

Proprio quest’ultimo riconoscimento è la preda ambita di Palii e Giostre sparsi per l’Italia. Un piccolo nucleo di cittadini italiani, afferenti alle amministrazioni comunali, sta infatti chiedendo alla sede parigina dell’UNESCO l’importate riconoscimento che li salverebbe per sempre da ogni possibilità di chiusura.

La cosa ancor più grave è che nella malaugurata ipotesi che il riconoscimento venga rilasciato, il Palio di Siena, come la Giostra del Saracino di Arezzo e probabilmente a breve anche il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (EN), caratterizzeranno il mondo della cultura di tutti gli italiani. Come di fatto già avviene con la corrida spagnola.

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