GEAPRESS – Per l’ex Sottosegretario del Ministero della Salute Francesca Martini rappresentava una sorta di virtuosismo. Questo perché gli organizzatori avevano, secondo l’ex Sottosegretario, adempiuto alle prescrizioni (poche in verità) previste nelle sua Ordinanza Equidi (vedi articolo GeaPress).

Il parere degli animalisti, però non è cambiato. Il palio di Legnano, che si terrà domenica 27 maggio, è per la LAV di Busto Arsizio un triste spettacolo. Almeno per coloro che amano e rispettano i cavalli. Di certo una dichiarazione che non potrà che suscitare il disaccordo di chi, invece, lo ritiene un evento appassionante. Ma per la LAV i cavalli sono trattati solo come un mero strumento di divertimento. Alcuni, poi, hanno pagato con la vita questa “passione”, come nel caso del cavallo Balosso, deceduto nel 2008.

Per tale motivo, secondo gli animalisti, il Palio va convertito e la LAV invita non solo al rispetto degli animali ma anche a disertare la manifestazione. Questo anche alla luce del fatto che la corsa, tipicamente senza sella, ovvero “a pelo”, sarebbe ancor più pericolosa.

In Italia, ricorda la LAV di Busto Arsizio, sono più di 60 i cavalli che hanno trovato la morte in seguito a rovinosi incidenti avvenuti nello svolgimento dei palii. In genere, prontamente allontanati dagli occhi degli spettatori e avviati all’eutanasia. Di molti di questi cavalli dimenticati si perdono le tracce, rendendo i numeri difficili da quantificare.

La stessa Ordinanza Martini, che pur dispone i principali criteri per garantire la minima tutela dei cavalli, non riesce ad escludere la possibilità di frequenti e gravi incidenti.

Eventi che però, quando accadono, vengono liquidati sbrigativamente come “tragiche fatalità”. Il tutto, dicono sempre alla LAV, per salvaguardare un divertimento umano che non si rassegna a rinunciarvi, ignorando l’accresciuta sensibilità della gran parte degli italiani.

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